Coronavirus, ministro Boccia: “Sbagliato riaprire, la scienza dia certezze inconfutabili”

Coronavirus, il ministro Francesco Boccia chiede più rigore e meno frenesia per la famosa fase 2. Secondo il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, è avventato lanciarsi con tanta sicurezza senza certezze dalla comunità scientifica. 

Francesco Boccia (Getty Images)

Coronavirus, Francesco Boccia metterebbe volentieri un freno all’entusiasmo per la fase 2 in cui si dovrebbe entrare dal prossimo 4 maggio in poi. Il ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, intervistato dal Corriere della Sera, ha infatti evidenziato come a suo avviso sia rischioso esporsi soprattutto adesso in apparente fase di discesa.

Il politico in particolare fa riferimento alla Francia, la quale ha allungato la chiusura totale malgrado non abbia gli stessi numeri dell’Italia: “Capisco la voglia di uscirne – riferisce Boccia -, ma i numeri ci dicono che siamo ancora dentro l’emergenza. Se il presidente Emmanuel Macron prolunga il lockdown all’11 maggio, è perché sa che senza salute non c’è economia”. 

Tamponi Covid-19
 (Foto: Getty)

Coronavirus, l’appello del ministro Boccia sulla fase 2

Ma sia chiaro: aprire non significherà tornare alla normalità. Ed un concetto, questo, che Boccia anche ci tiene a sottolineare particolarmente: “Parlare di normalità vuol dire illudere la gente, perché se fai un errore distruggi settimane di sacrifici di tutti. A chi non ha colto l’insegnamento di questi 45 giorni perché annebbiato dal dio denaro, ricordo che l’Italia conta 160 mila casi e 20 mila morti”.

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C’è inoltre difformità tra le regioni italiane, tra cui anche quelle afflitte dal Covid-19. Tipo Attilio Fontana che in Lombardia chiude tutto e si blinda ulteriormente, o Luca Zaia che invece nel Veneto apre sorprendentemente: “I presidenti che vogliono riaprire se ne assumono la responsabilità – avvisa Boccia -. Consiglio di seguire le linee della comunità scientifica e le scelte del governo”. 

Da qui l’appello del ministro: “Chiedo alla comunità scientifica, senza polemica, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema”. Ovvero chiarezza e sicurezza totale. E se questa non può esserci per ovvi motivi, che allora non ci si avventuri in scelte azzardate che rischierebbero di compromettere il lavoro di tutti. E’ questo, in sintesi, quanto richiesto da Boccia.

Conferenza stampa del 13 aprile 2020 ore 18

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Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Lunedì 13 aprile 2020