Vaccino Coronavirus, a fine aprile i primi test sull’uomo

Buone notizie sul fronte della ricerca di un vaccino contro il Coronavirus, a fine aprile i primi test su 550 volontari in salute.

Coronavirus Usa vaccino
 (Getty Images)

Il ritorno alla normalità, nel senso più ampio del termine, passa inevitabilmente dalla scoperta di un vaccino. Non si parla chiaramente del solo poter uscire in strada per fare una passeggiata o un po’ di shopping, ma della possibilità, ad esempio, di tornare a a partecipare ai grandi eventi pubblici.

Al di là infatti del calo dei contagi, un vaccino sarà indispensabile per proteggere a monte la popolazione, soprattutto nelle sue fasce più deboli. Progressi in tal senso arrivano dal lavoro condiviso tra Italia e Regno Unito. Già dalla fine di aprile partiranno i primi test, con un iter accelerato rispetto a quello tradizionale.

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Vaccino Coronavirus, l’obiettivo è poterlo utilizzare già a settembre

Coronavirus
 (Pixabay)

L’azienda di Pomezia Advent-Irbm ha sviluppato insieme allo Jenner Institute della Oxford University un vaccino pronto per essere testato sull’uomo. A fare l’annuncio ai microfoni dell’Ansa è stato Pietro Di Lorenzo, amministratore delegato della Irbm.

“In virtù dei dati acquisiti nelle ultime settimane – ha spiegato l’ad – il primo lotto del vaccino partirà da Pomezia per l’Inghilterra, dove inizieranno i test accelerati su 550 volontari sani“. L’obiettivo finale è dunque quello di “rendere utilizzabile il vaccino già a settembre, per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”.

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In arrivo finanziamenti per accelerare la produzione industriale del vaccino

virus sistema immunitario
Vaccino (immagine da Pixabay)

Un percorso accelerato, con lo scopo di rendere possibile quanto prima una approvazione del nuovo farmaco e l’avvio di una produzione su larga scala. E’ infatti “ormai in fase finale la trattativa per un finanziamento di rilevante entità con un pool di investitori internazionali – ha spiegato Di Lorenzo – e vari Governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino”.

Se normalmente i tempi richiesti per lo sviluppo di un nuovo vaccino sono più lunghi, sono comunque state adottate tutte le attenzioni del caso. “Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in Inghilterra – ha concluso Di Lorenzo – ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”.

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