Giovanni Rezza: “Ripartire con il calcio? Non è una buona idea”

Categorico nel corso della conferenza stampa della protezione civile, che anche oggi alle ore 18 ha elencato i suoi dati purtroppo tragici sulla pandemia da coronavirus, il dirigente dell’ISS Giovanni Rezza ha dato un parere negativo sulla riapertura della stagione calcistica.

Coronavirus Rezza
Giovanni Rezza, membro del comitato tecnico scientifico

Il calcio c’entra sempre. E se ieri, in una breve intervista a Sky, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina si diceva possibilista circa la ripresa della stagione calcistica di Serie A già a maggio, Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità e componente del comitato tecnico scientifico che funge a consulente sia per le attività sportive che produttive ha tagliato corto: “Non è una buona idea”.

Giovanni Rezza dice no

L’ipotesi di far ripartire il campionato sembra essere l’unica luce in fondo al tunnel di un paese che vorrebbe ripartire ma non sa da che cosa ricominciare. E il calcio in fondo è quel rito settimanale che coinvolge tutto il paese distraendolo, pure troppo, dai suoi problemi.

Ma può il calcio ripartire già a maggio con un bilancio che anche oggi si è rivelato drammatico? Giovanni Rezza dice di no, ma lo fa con il sorriso sulle labbra, stemperando qualsiasi polemica: “Sono romanista, quindi credo sia il caso di mandare tutto a monte” dice Rezza strappando un sorriso in un clima dove le occasioni di ironia sono proprio poche.

Ma parlando seriamente il membro del comitato tecnico scientifico dal quale dipendono molte delle decisioni istituzionali di governo, Rezza dice che sarebbe meglio rimandare: “Ormai praticamente siamo già a maggio, i tempi tutto considerato sono davvero molto stretti e poi non dimentichiamo che stiamo parlando di uno sport di contatto che coinvolge molti soggetti in ambiti diversi e con molti spostamenti forzati. Mi sembra sinceramente un’ipotesi un po’ tirata”.

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Si deve rinviare

L’ipotesi più ottimistica del presidente della Federcalcio Gravina, era che si potesse ripartire già a maggio dopo un controllo massiccio di giocatori, atleti, tecnici e dirigenti per garantire la negatività. Cosa che ha già scatenato polemiche. Perché garantire controlli ai calciatori quando ci sono altri lavoratori più a rischio che chiedono un tampone da settimane e non lo possono fare?

Giovanni Rezza lascia da parte la patente di tifoso e parla con la cognizione di causa di chi conosce bene il problema: “Il mio è un parere tecnico, forzatamente legato a una visione oggettiva e a dati concreti. Se mi chiedete un parere tecnico tenderei a non essere favorevole e credo che anche il Comitato tecnico scientifico sia d’accordo con me. Ma come al solito saranno le istituzioni a decidere”.