Coronavirus, lo studio sui casi di terapia intensiva in Lombardia

Coronavirus, lo studio sui casi di terapia intensiva in Lombardia. Dei 1.600 pazienti analizzati, un quarto è morto dopo essere stato ricoverato

Coronavirus, lo studio sui cadi di terapia intensiva
Coronavirus, lo studio sui casi di terapia intensiva in Lombardia (Foto: Getty)

In un periodo in cui i dati sul coronavirus sono continuamente aggiornati sia da fonti istituzionali che da media privati, non sempre è facile fare chiarezza sulle condizioni dei malati. Quotidianamente la Protezione civile ci riporta il dato sui nuovi contagiati e sulle vittime del giorno, ma poco si sa su coloro che sono in ospedale o sono usciti dalla fase acuta della malattia. Al di là dei pazienti vip che condividono sui social il loro stato di salute, i cittadini comuni rischiano di finire nel dimenticatoio.

Per capire meglio la forza del Covid-19 e l’effettivo impatto sulla popolazione infetta, un’associazione di medici e ricercatori lombardi ha pubblicato uno studio sui casi di terapia intensiva nella loro Regione. 1.600 ricoverati nei nosocomi della zona a causa del coronavirus. A pubblicare i risultati di tale ricerca è stata la rivista specializzata Jama, ponendo l’accento sull’alto grado di mortalità di chi arriva ad essere ricoverato in ospedale (soprattutto anziani e malati pregressi).

Fortunatamente si evince che l’80% dei malati riesce a superare la malattia con sintomi piuttosto lievi e senza bisogno di ricovero. Qualche farmaco comune per la tosse e la febbre sono più che sufficienti.

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Coronavirus, lo studio sui casi di terapia intensiva in Lombardia

Studio casi coronavirus Lombardia
Coronavirus, lo studio sui casi di terapia intensiva in Lombardia (Foto: Getty)

Purtroppo il restante 20% dei malati da Covid-19 richiede l’intervento medico e il ricovero in ospedale. I casi più gravi finiscono intubati e vedono una statistica del 25% di decessi.

Lo studio, guidato da Giacomo Grasselli del Policlinico di Milano, ha come oggetto i dati raccolti nelle terapie intensive degli istituti sanitari della Lombardia (72 in totale). Il totale dei casi analizzati è di 1591, con un’età media di 63 anni. Il 68% di questi presentava almeno una patologia pregressa, di cui la più diffusa (nel 49%) era l’ipertensione. In più da sottolineare che l’82% sono di sesso maschile.

Quasi tutti i ricoverati in terapia intensiva hanno avuto bisogno di ventilazione assistita (più o meno invasiva), con un periodo medio di permanenza di circa 9 giorni.

Le cause di decesso sono da ricercare nel 75% dei casi nelle condizioni del malato al momento dell’ingresso in ospedale e la maggior parte di essi aveva più di 64 anni. L’indagine svolta nella zona rossa italiana per eccellenza assume la sua importanza soprattutto per la quantità dei dati raccolti. Questo ha permesso di avere un quadro complessivo della situazione nelle terapie intensive finora non disponibile.

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