Wuhan Coronavirus, il simbolo del contagio fuori dal lockdown – VIDEO

Wuhan Coronavirus, la città simbolo del contagio dalle 18 italiane di oggi è ufficialmente uscita dal lockdown. Tutti di nuovo liberi di muoversi

Wuhan controlli Coronavirus
Wuhan, controlli alla stazione ferroviaria (Getty Images)

Wuhan Coronavirus, per gli abitanti della città simbolo per il contagio da Covid-19 l’incubo sembra finito. La Cina infatti ha messo fine alle 18 di oggi, 7 aprile, al lockwdown che aveva di fatto chiuso ogni attività. E le prime immagini diffuse dai media cinesi mostrano da una parte poliziotti che tolgono le barriere, dall’altra la file delle auto che escono dalla città.

Come ha riferito l’agenzia France Presse, una moltitudine di persone ha affoilalto la stazione per prendere i primi treni in uscita Così, dopo 76 lunghissimi giorni, la metropoli da 10 milioni di abitanti è tornata libera di vivere. Rimossi tutti i 75 check point, totalmente operativo il Tianhe International Airport e una massa di persone di nuiovo in marcia.

Il capoluogo dell’Hubei, considerato il vero focolaio della pandemia, era stato chiuso il 23 gennaio insieme all’intera provincia. Un provvedimento che ha interessato cira 60 milioni di persone, praticamente la popolazione italiana. In tutta la Cina, ieri, solo 32 casi di contagio da Coronavirus (tutti importati dall’esterio) e per la prima volta nessuna morte. Inoltre sono stati registrati 89 dimessi dagli ospedali, mentre i casi gravi sono scesi a 211.

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Wuhan respira, i numeri dicono che il contagio c’era già ai primi di gennaio

Dopo la riapertura di Wuhan, la Cina fa i conti con la pandemia da Covid-19. Le infezioni complessive sono pari a 81.740, con 3.331 decessi e 77.167 dimessi dagli ospedali (un tasso di guarigione del 94,4%). Ma la rivista ‘Nature Microbiology’ oggi fornisce altri dati e numeri che permettono di ricondutrre l’inizio del contagio ai primi di gennaio

La sindrome da Covid-19 CoV-2 infatti è stata rilevata in 9 su 640 tamponi analizzati nuovamente e che erano stati raccolti dal 6 ottobre 2019 al 21 gennaio 2020 a Wuhan. La malattia era stata segnalata per la prima volta alla fine di dicembre 2019. Ed entro il 23 febbraio scorso era stato segnalato il 60% dei 77mila casi cinesi di infezione.

Gli autori della ricerca hanno riesaminato 640 tamponi della gola raccolti da pazienti durante un periodo di 16 settimane. Questi  campioni facevano parte di un programma di sorveglianza statale dell’influenza. E i pazienti erano provenienti da due ospedali nazionali già inseriti dal governo centrale come simboli per controllare l’influenza a Wuhan. Si trattava di 315 maschi e 325 femmine. di età compresa tra 9 mesi e 87 anni. Nessuno però, allora, in Cina pensava di essere di fronte ad un contagio di proporzioni tali.

Wuhan Coronavirus
Nonostante la riapertura, a Wuhan guardia sempre alta (Getty Images)

Gli autori hanno scoperto che nove dei tamponi re-analizzati sono risultati positivi per l’Rna Sars-CoV-2. Questi nove pazienti provenivano da diversi distretti della metropoli di Wuhan e dalle aree circostanti, il che fornisce prove della trasmissione di comunità in quest’area all’inizio di gennaio 2020. Un lavoro che aggiunge dunque informazioni per comprendere la fase iniziale dell’attuale pandemia.