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Ecco come Roma ed il Lazio intero, ma anche più in generale il meridione, stanno riuscendo a contenere l’urto dell’epidemia da coronavirus

Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus ad oggi nel Lazio si sono registrati ‘solo’ 3757 contagi. Nella regione e soprattutto nella capitale si può vedere dunque l’ottima resistenza all’urto causato dal virus. Più in generale si nota la grossa crepa in merito alla diffusione tra nord e sud. Diversi sono i fattori, non solo dunque il fatto che l’epidemia sia scoppiata nel settentrione.

Coronavirus Roma, divario della diffusione con il nord: i fattori

(da Pixabay)

Il primo fattore è la tempistica del lockdown che è scattato il 12 marzo quando in Lombardia vi erano 8700 casi, mentre nel Lazio 200. Questo, per gli esperti, ha favorito il contenimento della diffusione. I romani, inoltre, stanno dimostrando una maggiore prudenza rispetto agli altri. Le strade infatti sono deserte dal primo giorno dall’entrata in vigore del Dpcm e il numero di multe ad oggi risulta essere il più basso.

Ancora, il fatto che nello Spallanzani sia stata ricoverata la coppia cinese affetta da coronavirus, ha dato una sorta di vantaggio all’intera regione. Come spiega l’assessore D’Amato: “Ci ha allertato e ci ha permesso di organizzarci e di non farci cogliere di sorpresa. Su Roma abbiamo messo subito in atto una cintura di protezione, facendo scattare misure straordinarie”.

La maggior parte dei casi positivi nella regione Lazio riguarda le strutture per anziani che sono state prontamente isolate, così come i conventi delle suore di Grottaferrata e Casilina.

Infine, la Regione ha creato le zone rosse intorno a dei focolai. Stiamo parlando di Fondi, Nerola e Contigliano, dove il cluster è stata una casa di riposo in cui, su 87 persone, 71 sono risultate positive.

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