Coronavirus, quanto durerà? La previsione del Governo e degli esperti

Coronavirus, quando torneremo alla normalità o a una parte di essa? Ecco la previsione e i piani del Governo e degli esperti scientifici. 

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Coronavirus, le regioni rispondono (Getty)

Quando finirà l’incubo coronavirus? Quando torneremo alla normalità? Sono queste le domande che ci assillano in questi giorni bui. E il problema è proprio qui: non lo sappiamo. A oggi, nonostante tutto, non abbiamo una risposta certa.

Coronavirus, quando finirà? Le previsioni

Ma quel che è certo, come evidenzia il Corriere della Sera oggi in edicola, è che prima o poi dovremo uscire tutti dall’isolamento. I tempi però sono appunto ignoti: i più ottimisti optano per aprile, metà maggio per i cautamente ragionevoli e addirittura oltre l’estate per i più intransigenti. Certamente, qualunque sia la vera data, il via libera non arriverebbe per la sparizione del Covid-19, ma per una linearità socio-economica che andrà inevitabilmente recuperata.

A un certo punto – evidenzia il quotidiano – blindare un’intera popolazione sarà un rischio superiore a quello di un contagio contenuto. Ecco perché le Istituzioni, malgrado ogni scenario, saranno costrette ad aprire. Dipendesse dagli esperti, l’attesa sarebbe lunga. Estenuante per uscire definitivamente fuori dal pericolo. Ma al contempo ci sono priorità economiche e sociali da considerare- Altrimenti il rischio è di salvarsi sul piano sanitario ma crollare per ogni altro aspetto circostante.

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Covid-19: la soluzione temporanea per tornare alla normalità

Si tratterebbe dunque di un patto sociale più che di una direzione unicamente scientifica. “Un patto con il diavolo coronavirus”: noi ti conteniamo, tu ci fai uscire e lavorare. Fino a quando? Fino alla scoperta del vaccino o dei farmaci o fino a immunità raggiunta. Qualcosa di vicino all’immunità di gregge. Non vi sarebbe altra via di uscita in alternativa.

Bisogna però individuare il momento giusto per provarci, senza rischiare di peggiorare la situazione. E non sarebbe questo, secondo l’epidemiologo Vittorio Demicheli: “Parlare di fase 2 è prematuro. Bisogna far abbassare la pressione sugli ospedali: se riesplodesse il virus ora sarebbe tremendo. Come minimo, aspetterei metà maggio”. 

Dunque bisognerà procedere con cautela: “Bisogna procedere per gradi – continua Demicheli -. La fase due dovrebbe prevedere lo stop a tempo di eventi e luoghi di massa: stadi, concerti, cinema, teatri”. D’accordo anche il biochimico Enrico Bucci: “Non resta altro che riaprire. Facendo un ragionamento cinico ma realistico, bisogna capire se le vittime e i danni futuri del virus sarebbero davvero superiori a quelli economici e sociali”. 

Conferenza stampa del 4 aprile 2020 ore 18

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Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Sabato 4 aprile 2020