Coronavirus, l’esperimento giapponese amplifica il contagio – VIDEO

Coronavirus, l’esperimento giapponese che chiarisce forse definitivamente il proliferare del Covid-19. Un video spiega tutto

Thailandia Coronavirus
Coronavirus, la pandemia sta colpendo anche in Giappone (Getty)

Coronavirus, l’esperimento giapponese che sta facendo il giro del web nelle ultime ore senbra chiarire una domanda fondamentale. Quanto possono permanentre nell’aria le particelle del Covid-19 nel caso una persona infettata tossisca o peggio starnutisca? Anche diversi secondi e per un raggio non certo circoscritto.

L’emittente NHK ha diffuso un filmato che mostre la ‘prove di contagio’. Quando una persona starnutisce in uno spazio chiuso, come può essere quello di una stanza, rilascia in tutto fino a 100mila goccioline.Gli scienziati hanno calcolato che quelle più grandi toccano terra al massimo entro una trentinma di secdondo. Ma ci sono delle microparticelle che invece restano nell’aria per un periodo di tempo più prolungato. Il risultato più chiaro è che espongono altre persone al rischio di infezioni.

Lo stesso discorso vale quando due persone sono una di fronte all’altra e si parlano, anche se per questo caso speficio mancano riscontri esatti. Come ha spiegato Kazuhiro Tateda (presidente dell’Associazione giapponese per le malattie infettive) basta pochissimo. Non è ancora chiaro quante micro-goccioline siano necessarie per infettare, ma la stretta relazione tra starnuti e resporazione esiste. Per qusto lo scienziato raccomanda quando possibile di tenere aperte almeno un paoiio di finestre e creare corrente per la ventilazione.

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Coronavirus, le particelle nell’aria possono arrivare fino a 8 metri

I risultati dello studio nipponico sul Coronavirus vanno ad affiancare altre ricerche simili. Come quella della dottoressa Lydia Bourouiba al MIT – Massachusetts Institute of Technology e pubblicata su Jama.

Il risultato finale è chiaro: un singolo starnuto è capace di creare una concentrazione di micro o macro goccioline che possono arrivare fino a 8 metri di distanza. E quelle infette possono viaggiare arrivare almeno a 2 metri di distanza prima di cadere a terra. Una parte però può restare sospeso in area, quindi arrivare anche a distanze maggiori.

E non è tutto perché secondo lo studio negli starnuti, nei colpi di tosse e nei respiri c’è un pericolo ancora maggiore. Il corpo infattio emette una nuvola di gas invisibile che intrappola le goccioline trasportandole al suo interno. Quindi queste goccioline hanno potenzialmente una durata maggiore senza evaporare, perché si spostano in gruppo e quindi  sono maggiormente resistenti.

Una sperimentazione che cambia molte delle convinzioni sino ad oggi emerse anche dalle dichiarazioni degli esperti. Le particelle infette rimarrebbero nell’aria anche alcuni minuti e a fare la diffrerenza sarebbero anhe le condiziuoni ambientali e climatiche. Di recente poi uno studio cinese ha evidenziato particelle di Covid-19 nei sistemi di ventilazione degli ospedali. Non è però altrettanto chiaro se il contagio possa ssere effettivamente stato causato da questo., ma enl dubbio, sempre megli indossare la mascherina.

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Coronavirus, tutte le precauzioni sono valide (Getty Images)