Clausola antifascista per i buoni spesa, Pizzarotti rettifica

Il comune di Parma rettifica riguardo il caso della clausola antifascista per ricevere i buoni spesa

Clausola antifascista
Clausola antifascista (Getty Images)

Nelle ore precedenti i social sono stati sommersi di critiche al comune di Parma in quanto, secondo la critica di Meloni ed il resto di Fratelli d’Italia, pare abbia messo una clausola antifascista per permettere la ricezione dei buoni spesa ed affrontare l’emergenza da coronavirus senza troppe difficoltà. prontamente però è arrivata la rettifica del primo cittadino del capoluogo romagnolo Federico Pizzarotti.

Clausola antifascista, Pizzarotti: “Un errore, la Meloni dispensa bufale”

Direttamente dai canali ufficiali del comune, Pizzarotti, ha chiarito la situazione: “È stato erroneamente inserito parte di un regolamento che vale per la richiesta di sale civiche, patrocini e contributi per attività ed eventi. In questa parte c’è scritto che se professi xenofobia, razzismo e nazismo non puoi beneficiare di sale civiche, contributi o patrocini dal Comune di Parma. Da noi è così e rimarrà così. Ma non vale per i bonus spesa, si correggerrà l’errore, grazie a chi lo ha fatto notare con gentilezza”.

Poi parte l’attacco alla Meloni ed il Primato Nazionale: “Non sarebbe stato comunque vero che i bonus spesa vengono negati a chi non si affermi antifascista. Il Primato nazionale e la signora Meloni sono notori dispensatori di bufale. Chi ha bisogno chieda di accedere ai bonus spesa. A Parma nessuno viene lasciato indietro”.

In conclusione racconta delle minacce da parte del primato: “Da venerdì mi scrivono ‘devi morire’, ‘infame’, ‘merda’, ‘schifoso’, ‘w il duce’, ‘w i camerati’, ‘verme’, ‘bastardo’ e altre bestialità: se foste di Parma e aveste bisogno di accedere al servizio, accedereste nonostante tutto il vostro odio represso contro l’altro. Parma è fatta così”.

LEGGI ANCHE—> Coronavirus: Roma punta su società francese per aiutare le famiglie