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Coronavirus nel mondo, nella tarda serata di oggi superata la fatidica soglia di 1 milione di contagiati. Decisiva l’accelerazione negli Usa

New York Coronavirus
New York è una delle grandi città mondiali più colpite dal Coronavirus (Getty Images)

Coronavirus nel mondo, nella serata di oggi (2 aprile) è stata superata la soglia psicologica pari a 1 milione di contagiati. A testimoniarlo è l’affidabile sito della Johns Hopkins University, che dall’inizio del contagio monitora  il numero di casi in tutto il pianeta. E ha segnalato che abbiamo toccato quota di 1.002.159 malati.

Un’accelerazione decisamente implementata dall’esplosione della pandemia negli Stati Uniti che sono nettamente il Paese più colpito dal Covid-19. La classifica redatta dalla Johns Hopkins parla di 236.374 malati solo negli Usa, numero raddoppiato in appena cinque giorni. La seconda nazione al mondo per numero di infetti, dall’inizio del cotagio, rimane l’Italia con 115.242 colpiti. Ma si avvicina a grandi passi la Spagna con 110.000 casi accertati e una curva che ontinua a salire.

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Coronavirus nel mondio, dietro agli Usa adesso ci sono Italia e Spagna

Coronavirus, superata quota
1 milione di contagiati nel mondo

Numeri importanti ma non veritieri al 100%. Perché rimane il mistero della Cina che ufficialmente registra 82.400 contagiati, una cifra  ferma da due settimane e alla quale francamente credono in pochi. Vicina cone numeri è ormai la Germania con 81.728 malati e una curva dei contagi in salita.

Poi molti altri Paesi europei e tra questi c’è lo strano caso della Svizzera. A fronte di 8,6 milioni di abitanti coi sono 18.400 casi di Covid-19. In pratica un malato ogni 500 abitanti, media inferiore soltanto a quella della Spagna. Un dato che però appare al momento incompleto. Nessuno infatti ad esempio è in grado di stabilire quale possa essere il tasso di contagio e di mortalità nelle nazioni africane.

In Italia però il numero dei contagiato potenziali potrebbe raggiungere alla fine i 5 milioni. Lo testimonia un’indagine Doxa svolta a fine marzo. In esame un campione di 1000 abitanti sul territorio nazionale tra i 18 e gli 85 anni(169 residenti in Lombardia). A loro sono state fatte domande sulle loro condizioni di salute nelle tre settimane precedenti alla data del sondaggio

E in particolare è statio chiesto se avessero accusato sintomi tipici del Covid19 come la febbre, il mal di testa, la tosse e i disturbi gastrointestinali. Il 14,4 per cento degli intervistati ha avuto quei intomi di tipo e l’1,5 per cento ha accusato febbre superiore a 38,5 gradi. Da qui il calcolo del co0ntagio potenziale superiore o vicini ai 5 milioni di casio. In realtà però a fare fede sono soltantio i tamponi effettuatui ed esaminati.

 

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