Coronavirus, Locatelli: “A breve test sierologici per mappare l’Italia” 

Coronavirus, via allo screening di massa. A confermarlo è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile. 

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Mappare l’intero territorio e capire quanto italiani sono davvero contagiati. E’ questo il nuovo obiettivo del Governo per far fronte e soprattutto uscire dall’emergenza coronvirus. Come riuscirci? Con uno screening di massa possibile attraverso dei test sierologici già pronti. Va solo trovata una o più aziende in grado di riprodurli in vasta scala.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, ne ha parlato ai microfoni de La Repubblica.

Coronavirus Israele
 (Getty Images)

Coronavirus, presto i test sierologici

Come spiega il responsabile, il primo step è accertarsi della validità della tecnologia per poi entrare in azione: “È importante definire accuratamente la validità dei test, cioè la loro sensibilità e la loro specificità, per non incorrere in risultati inaffidabili, cioè evitare i cosiddetti falsi positivi e negativi. Il ministero della Salute e il Comitato sono al lavoro per validare nel più breve tempo possibile i test sierologici e consentirne poi una solida applicazione sul territorio nazionale”.

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E nonostante qualche regione si dice pronta a iniziare, a livello nazionale sembrerebbe non esserci ancora una data teorica: “L’obiettivo è iniziare quanto prima gli studi per definire la circolazione virale. Confidiamo che questo obiettivo possa essere raggiunto a breve, una volta validati i test diagnostici e definito il programma di attuazione operativa della conduzione di queste indagini”. 

Nel frattempo ancora non vi è un dato certo in merito all’immunità maturata dalle persone contagiate e guarite: “I dati attualmente disponibili sullo sviluppo di un’immunità sono pochi e non in grado di rispondere compiutamente alla domanda sulla sua durata. Questo detto, possiamo ipotizzare che la risposta immune al virus duri almeno per alcuni mesi e sia protettiva rispetto al rischio di ulteriori infezioni”. 

Conferenza stampa del 2 aprile 2020 ore 18

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Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Giovedì 2 aprile 2020