Coronavirus, beffa mascherine in Italia: ecco cosa sta succedendo

Coronavirus, situazione paradossale in Italia per quanto riguarda le mascherine: lo evidenzia il CorSera oggi in edicola. Il prodotto c’è, e anche in abbondanza, ma è bloccato. Ecco cosa succede. 

mascherine coronavirus riutilizzabili
Mascherine riutrilizzabili, ecco come fare (Getty Images)

Coronavirus, le mascherine in Italia ci sono ma non possono essere distribuite. A evidenziarlo è il Corriere della Sera oggi in edicola. Come infatti riferisce il quotidiano, in questo momento è la burocrazia che sta fermando il materiale sanitario utile per tutelarsi.

Coronavirus in Piemonte
 (photo Gettyimages)

Coronavirus, mascherine pronte ma bloccate in Italia

Molte aziende che hanno infatti fatto investimenti, accelerati i tempi e ottenute la certificazione dei test, sono ancora in attesa di una risposta da parte dell’Istituto superiore di sanità. L’organizzazione, infatti, deve pronunciarsi sul protocollo seguito dopo che di recente sono state rispedite al mittente tante mascherine provenienti dall’estero e non conformi alle misure di sicurezza.

Chi invece in Italia le ha pronte per l’uso, non riceve la risposta per ottenere il via libera sulla distribuzione. Sarebbero in particolare sette le aziende produttrici attualmente in stand-by. La Fippi, per esempio, sarebbe stata guidata direttamente dal Politecnico nella scelta del materiale giusto. Superati ampiamente i test di laboratorio, ha avviato la produzione di 900.000 mascherine al giorno due settimane fa e oggi ne ha in stock 4 milioni ferme.

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Tutto pronto ma non commercializzabile. Il tutto perché l’Iss – sottolinea il quotidiano -, che per decreto dovrebbe rispondere entro tre giorni, non lo ha ancora fatto. E così a farne le spese è in primis il personale sanitario costretti a gettarsi sul fronte in tutti i modi, ma anche le tante persone che non trovano il prodotto nelle farmacie e che non possono tutelarsi.

Conferenza stampa del 2 aprile 2020 ore 18

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Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Giovedì 2 aprile 2020