Mascherine Coronavirus, truffa milionaria online: pagavano senza riceverle

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A Torino per settimane è stata messa in atto una truffa online: vendevano mascherine per il Coronavirus, ma poi non le inviavano

Mascherine coronavirus
Mascherine Coronavirus: ferma maxi truffa online (Foto: Pixabay)

Il Coronavirus in Italia, così come nel resto del Mondo, è un problema sempre più serio. I numeri dei contagi e dei decessi, seppur in leggera riduzione, rimangono comunque molto alti. Ieri, il Premier Giuseppe Conte ha annunciato la proroga delle misure restrittive fino al prossimo 13 aprile. Uno dei pochi strumenti per ridurre il rischio di contrarre il Coronavirus è l’utilizzo delle ormai famose mascherine, possibilmente ad alta protezione. Dallo scoppio della pandemia, sono letteralmente andate a ruba. Farmacie e venditori si sono ritrovati dopo pochi giorni sprovvisti, ed è immediatamente partita la caccia. A Torino, un’azienda online ha messo in atto una truffa milionaria online: prometteva un carico di mascherine, riceveva i soldi ma alla fine non inviava nulla.

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Coronavirus, la truffa delle mascherine: rubati milioni di euro

mascherine coronavirus
È stata la Guardia di Finanza a scoprire della truffa online (Pixabay)

Di questi tempi, trovare mascherine per il Coronavirus facilmente è diventata una vera e propria impresa. Non solo persone comuni, ma anche aziende ed operatori sanitari ne sono sprovvisti. Un’impresa torinese, sfruttando quest’aspetto, ha messo in piedi una truffa con guadagni da milioni di euro. Promettevano di avere un carico molto importante di mascherine, e si facevano inviare i soldi per poi spedirle. Una volta giunte le lamentele dai compratori, l’azienda rispondeva dicendo che il carico era fermo a Caselle, e sarebbe partito a breve. I truffatori stavano per compiere l’ennesima operazione: “vendere” 20 milioni di mascherine alla Svizzera. Sono stati i “baschi verdi” della Guardia di Finanza torinese a scoprire il tutto e a fermare l’attività illecita. L’attività è andata avanti per un po’, riuscendo a truffare farmacisti, medici e anche due Comuni: Santhià e Terranova di Pollino.

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