MotoGP, arriva la sentenza per Andrea Iannone: lunghissima squalifica

MotoGP, arriva la sentenza per Andrea Iannone: lunghissima squalifica per il caso doping. La Dorna lo esclude per 18 mesi dal mondiale

Andrea Iannone
MotoGP, arriva la sentenza per Andrea Iannone: lunghissima squalifica (Foto: Getty)

Il tribunale disciplinare della FIM ha deciso di condannare Andrea Iannone a 18 mesi di sospensione, dopo che il pilota di Aprilia è risultato positivo agli steroidi anabolizzanti durante il Gran Premio della Malesia del 2019. L’accusa aveva richiesto quattro anni di sanzione per Iannone, mentre la sua difesa ha avanzato la teoria del consumo di alimenti contaminati dalla sostanza. Il tribunale ha finalmente accettato quella teoria, supportata da una moltitudine di prove scientifiche fornite, avvalorando la tesi che non si trattasse di doping volontario. Tutto ciò non è comunque bastato ad esentare completamente il pilota italiano dalla sensazione.

Sono completamente calmo e voglio già rassicurare i miei fan Aprilia: sono aperto a qualsiasi controanalisi in una questione che mi sorprende anche perché, fino ad ora, non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Nel corso degli anni, e anche in questa stagione, ho subito continui controlli che sono sempre stati negativi , per il quale confido nella conclusione positiva di questa storia“, aveva dichiarato Andrea Iannone lo scorso 17 dicembre.

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MotoGP, arriva la sentenza per Andrea Iannone: lunghissima squalifica

Andrea Iannone squalifica doping
MotoGP, arriva la sentenza per Andrea Iannone: lunghissima squalifica (Foto: Getty)

Il pilota dell’Aprilia era stato sospeso in via precauzionale dalla FIM ad inizio 2020, non potendo partecipare ai primi test pre-stagionali con la scuderia italiana. Nonostante il fatto che la sentenza possa essere considerata leggera per questo tipo di violazione, l’italiano non potrà tornare sulle piste fino al giugno 2021, qualcosa che potrebbe significare la fine della sua carriera, almeno nella classe regina della MotoGP.

Iannone, classe ’89, ha presentato appello al Court of Arbitration for Sport (TAS), che ha richiesto la sospensione della sentenza fino a quando non deciderà in via definitiva sul caso.

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