Coronavirus Cina, lo strano balletto sul numero dei morti

Coronavirus Cina, lo strano balletto sul numero dei morti: per lo stato sono poco più di 3.300, secondo altre fonti più di 40mila

Cina
La Cina è uscita dall’emergenza Coronavirus (Getty)

Coronavirus Cina, lo strano balletto scatenato nelle ultime ore sul numero ufficiale dei morti sta facendo il guiro del mondo. Per il governo sono poco più di 3.300, un conto che dovrebbe chiudersi nelle prossime settimane. Secondo altre fonti, indipendenti, in realtà potrebbero essere più di 40mila e il numero sale ancora.

A lanciare l’allarme è stato il quotidiano cinese Caixi, ripreso poi soprattutto da Radio Free Asia (che però ha la sua dsede negli Stati Uniti). Nella sola Wuhan, epicentro indiscusso del primo contagio, le cifre ufficiali parlano di 2.535 vittime e 50mila casi complessivi.Conti che però secondo fonti indipendenti non tornano affatto. E per ristabilire quella che secondo loro è la verità, si basano su dati incontrovertibili.

A Wuhan lavorano sette grandi società funebri che dal 23 marzo hanno consegnato ogni giorno le ceneri di circa 500 defunti a testa alle rispettive famiglie. Come a dire che in sole 24 ore i morti sarebbero già più di quanto ha ammesso lo stato in tutta la Cina. E la consegna andrà avanti fino a venerdì prossimo, facendo quindi lievitare la vioce decessi. A suffragare questa tesi, le foto dei parenti che attendono, seduti con rassegnata calma, la riconsegna delle urne. In più ci sarebbe anche la testimonianza di un camionista. Ha ammesso di avere portato all’agenzia delle pompe funebri di Hankou un carico di 2.500 urne per due giorni consecutivi.

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Coronavirus Cina, i conti non tornano ma potrebbe esserci una spiegazione

Coronavirus Cina morti
Coronavirus, in Cina uffciialmente meno di 3.300 morti (Getty)

Ecco perché, come scrive Radio Free Asia, parlare di almeno 42mila decessi (pari alle urne che saranno conmsegnate alla fine, appare realistico. In realtà però ci stiamo avvicinando al 4 aprile, che in Cina è il giorno della festa tradizionale QingMing. A Wuhan però almeno per il momento sono vietate e già solo questo potrebbe bastare per smentire la tesi diffusa da Radio Free Asia. A sostegno di questa tesi, invece, la testimonianza di Chen Yaohui, che vive a Wuhan. Intervistato dalla radio ha confessato che alcuni funzionari locali “avrebbero comprato con 3 mila yuan il silenzio delle famiglie dei deceduti”.

I giornalisti del ‘Time’ nelle ultime ore hanno provato a verificare, contattando direttamente le onoranze funebri della città, ma non hanno ottenuto risposta. Un mistero che si aggiunge anche alla voce spesso circolata nelle ultime settimane. Alla maggioranza delle persone  morte con i sintomi del Coronavirus in Cina non sarebbe stato fatto il tampone e quindi non sono incluse nel conteggio delle vittime.

Un conto complessivo dei morti in Cina quindi al momento è impossibile. Resta il fatto che il Paese lentamente si sta riprendendo e al resto del mondo vuole dare l’immagine di rinascita. Tutto questo in attesa di capire quali conti, anche economici, produrrà l’epidemia.

Coronavirus Wuhan
Chi mente sul numero dei morti in Cina? (Getty Images)