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Reddito di emergenza Coronavirus: il governo è al lavoro per stabilire le cifre e le fasce dei lavoratori che ne potranno beneficiare

Decreto Conte Coronavirus
Coronavirus, il premier Conte e il ministro Gualtieri (Getty)

Reddito di emergenza Coronavirus, o più semplicemente REM. Questo è uno dei grandi progetti allo studio del governo per sostenere famiglie o singoli piegati dalla perdita o dal rallentamento del lavoro. Toccherà ad una platea ampia, anche quella (fino a prova contraria) dei moltissimi lavoratori in nero.

Con il prossimo decreto, previsto già in settimana, il governo passerà alla fase-due. Un reddito molto simile a quello destinato ai professionisti e Partite Iva inserito nell’ultimo decreto di marzo, per un valore pari a 600 euro mensili. Una cifra destinata a chi non è destinatario del Reddito di cittadinanza, anche se per il momento l’effettiva platea non è chiara.

Dovrebbero entarre tutti quelli che hanno perso lo stipendio, ma anche la Naspi, la cassa integrazione, la pensione. E ancora, partite Iva, artigiani, commercianti, collaboratori, lavoratori stagionali agricoli. E poi chi sta nel limbo, come badanti, babysitter e colf, non sempre assunte regolarmente.

Con loro pure gli stagionali che dovrebbero cominciare tra poco. Come gli animatori turistici e i bagnini, i camerieri e gli addetti alle pulizie degli alberghi e delle strutture in procinto di far partire la stagione. C’è quella primaverile che ormai sembra definitivamente saltata. C’è quella estiva che è in fortiissimo dubbio. E soprattutto ci sono grossi punti interrogativi in troppo settori per il futuro.

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Reddito di emergenza, i coinvolti potrebbero anche essere 10 milioni

Coronavirus Reddito di Emergenza
Reddito di Emergenza, solo spese per i beni primari (Getty Images)

La cifra del Reddito di Emergenza non è stata ancora fissata, perché ci sono due scuole di pensiero. I 5 Stelle premono per una cifra pari a quella del Reddito di Cittadinanza. Quindi 500 euro di base e 280 euro per chi deve pagare l’affitto. Il resto del governo, ma soprattutto il ministero del Tesoro, frenano. Dai 600 euro non è possibile discostarsi. Per questo, se la platea fosse effettivamente pari a 10 milioni di persone, i conti sarebbero presto fatti: 6 miliardi di euro per coprire la spesa.

Il sostegno passerà attraverso l’Inps, oppure agli Enti previdenziali di categoria. Dovrebbe essere sufficiente presentare un’autocertificazione che comprovi il fatto di non avere altri mezzi per sopravvivere. In un secondotempop ci sarà modo per verificarka, ma il fondo arriverà in tempi brevi e il pagamento dovrebbe arrivare attraverso la carta del Reddito di cittadinanza.

Così sarà più facile controllare che quei soldi siano utilizzati solo per spese di prima necessità. L’alternativa è invece quella di fornire il proprio conto corrente, anche se non tutti i destinatari ne hanno uno. Sembra comunque chiaro che si tratterà di un provvedimento ‘una tantum’, per marzo e forse anche per aprile a seconda delle chiusure.

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