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Crescono gli studi sul Coronavirus, con un gruppo di virologi di Torino pronto ad eseguire dei test sul sangue degli italiani, per capire chi è già immune.

Coronavirus virologi
Virologi dell’università di Torino pronti a studiare il sangue degli italiani (Getty Images)

L’Università di Torino prova a proporre un test sierologico sul sangue degli italiani, per capire chi è già immune al Coronavirus. I virologi dell’univeristà di Torino vorrebbero capire chi è già immune per far uscire tali persone per prime dall’isolamento. Così in piena emergenza da Coronavirus, la proposta dei virologi di Torino potrebbe permettere un grande passo in avanti per la lotta al virus.

Questo potrebbe essere un piccolo passo in avanti per la ricerca, in un momento in cui trapela ottimismo tra gli esperti italiani. Infatti seppur in pieno picco, la curva di contagi sta iniziando a diminuire in alcune regioni della penisola. Un miglioramento che non fa altro che piacere al sistema sanitario, pronto a scender sotto il livello di guardia.

Così gli esperti del settore già si interrogano su come ripartire una volta usciti dalla crisi, con l’obiettivo di non ritornare nel baratro dei continui contagi. La proposta più importante arriva dai virologi veterinari del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino che sono riusciti a sviluppare due proteine del virus Sars-CoV-2 in forma ricombinante. Da questa scoperta è partita la proposta di un test sierologico per identificare i soggetti asintomatici.

Coronavirus, l’ipotesi dei virologi dell’Università di Torino

Coronavirus Virologi
La proposta dell’Università di Torino (Getty Images)

Così dopo essere riusciti a sviluppare due proteine del virus Sars-CoV-2, i virologi di Torino pensano che l’80% della popolazione contrae il virus in maniera asintomatica, ciò vorrebbe dire che ad oggi circa 250.000-300.000 persone hanno superato l’infezione naturale, in sintesi queste persone hanno sconfitto il virus grazie al loro sistema immunitario.

La speranza dei virologi, nel caso che quest’ipotesi si rivelasse vera, è che tali soggetti riescano ad essere resistenti ad altri virus del genere. Se il Covid-19 seguisse questa regola, allora, sarebbe anche inutile parlare di vaccino, visto che il nostro sistema immunitario ricorda ed impara. Così con l’ipotesi dei virologi di Torino, questa grande fetta di popolazione sarebbe considerata fortunata visto che ha sconfitto il virus grazie al proprio sistema immunitario.

Inoltre cercando nel sangue si avrà la positività di scoprire la fascia di popolazione pronta a far ripartire la società. In caso di tampone negativo si avrà la certezza che qualla persona o non sia stata ancora contagiata o sia immune al virus.

Così grazie ad alcuni ospedali di riferimento la ricerca al vaccino sta per avere inizio e presto potremo avere i primi risultati. I virologi di Torino hanno affermato: “Immaginare il test su grande scala necessiterà di una rete di imprese che in parte già conosciamo a livello nazionale“. Il gruppo di esperti ha poi aggiunto che un test “made in Italy”, garantirebbe una produzione locali senza dipendere da aziende straniere.

Vedremo se la proposta dell’Università di Torino venga accettata e se verrà offerto il tampone su scala nazionale.

L.P.

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