Coronavirus, esercizi commerciali: come funzionerà la riapertura

Coronavirus, iniziano a farsi largo le prime ipotesi sulla ripresa degli esercizi commerciali nelle prossime settimane: l’idea è quella di un andamento a scaglioni

Nel pieno dell’emergenza coronavirus, la domanda degli italiani è quella riguardante il ritorno al lavoro. La ripresa, nemmeno a dirlo, sarà lenta. Con molta probabilità il 3 aprile ci sarà l’annuncio del prolungamento del blocco fino al 18 e da lì il governo inizierà a fare le prime previsioni in merito alla ripresa delle attività lavorative. La condizione primaria, per una riapertura di alcuni esercizi, rimane quella di R0 e cioè indice di contagiosità inferiore a 1. Arrivati a questa condizione, però, resteranno alcuni divieti e limitazioni per impedire che la circolazione degli asintomatici possa far risalire il numero dei positivi.

In tendenza con questo modo di agire si avrà una ripresa scaglionata e gli ultimi ad aprire saranno discoteche, bar, ristoranti, cinema e teatri. I primi invece potrebbero essere le filiere alimentari e farmaceutiche. 

Coronavirus, i danni economici agli esercizi commerciali settore per settore

Lavoro
Scende il dato sui posti di lavoro (via Pixabay)

La situazione venutasi a creare in Italia porterà inevitabilmente danni pesanti, anche sul breve termine, per l’economia italiana. Confcommercio parla di una perdita stimabile intorno ai 6-7 miliardi di euro qualora la crisi si trascini fino a maggio. Il Pil invece dovrebbe subire perdite per lo 0,2% nell’arco di un anno.

Tra i settori lavorativi più colpiti dovrebbe esserci il turismo anche per il semplice fatto che ora l’Italia viene vista come meta sconsigliata. Si stima infatti l’arrivo di 22 milioni di turisti in meno nei prossimi tre mesi con un danno di circa 2,7 miliardi. Il settore in questione nel nostro Paese ha un valore quantificabile con il 12% del Pil.

Le industrie anche avranno importanti ricadute con molte aziende, circa il 4,5%, in piena crisi. A peggiorare la situazione è che il punto nevralgico del settore industriale si trova in Lombardia, regione coinvolta più di tutte nella tragedia da coronavirus. Per entrare nel dettaglio, il ramo della componentistica e della siderurgia sono quelli più in difficoltà. Il mercato dell’automobile quello più colpito.

Rischia di sprofondare anche il made in Italy del settore alimentare per il calo delle esportazioni di prodotti come il vino. Calo anche per la moda e conseguentemente per il settore tessile. Entrambi erano dei mercati in netta crescita prima che il coronavirus ribaltasse la situazione.

Alimentazione Coronavirus

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