Papa Francesco prega contro il Coronavirus: “Nessuno si salva da solo”

Papa Francesco prega contro il Coronavirus: per la prima volta in una Piazza San Pietro deserta la benedizione “Urbi et Orbi” trasmessa in tutto il mondo

Papa Francesco Coronavirus
Coronavirus, Papa Francesco ha pregato in Piazza San Pietro deserta (Getty)

Papa Francesco prega contro il Coronavirus: una scena mai vista, perché la benedizione “Urbi et Orbi” è concessa solo a Natale e Pasqua. Ma ancora di più perché questa sera Piazza San Pietro era deserta per le note restrizioni dovute al Coronavirus. Ecco perché le parole del Pontefice sono riscuinate ancora più forte e più toccanti.

Tutto il mondo era collegato con il Vaticano e Papa Francesco non si è tirato indietro nonostante le sue condizoni ancora imperfette. Ha sfidato la pioggia, parlando con voce ferma ma anche molto emozionata. Un’omelia, prima della benedizione finale e dell’assoluzione da tutti i peccati, che ha toccato diversi temi.

Accanto a sè, il Pontefice ha voluto due icone care ai cattolici ma anche au romani. La Salus populi romani, che da sempre è venerata nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Ma anche il crocifisso ligneo della chiesa di San Marcello al Corso. Fu quello che che protesse la capitale dalla “grande peste” e lì davanti Francesco si era già inginocchiato il 15 marzo scorso.

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Papa Francesco loda tutti quelli che stanno prestando la loro opera

coronavirus Papa indulgenza plenaria
Papa Francesco, omelia toccante per chiedere protezione contro il Coronavirus Getty)

Dopo il Vangelo di Matteo, con i discepoli in mezzo alla tempesta, le parole del Papa (qui il testo integrale del discorso): “Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città. Si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante. Un silenzio che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi”.

La benedizione ha il sapore di un abbraccia a Roma e al mondo, “un abbraccio consolante per tutti. In primis quelli che si stanno adoperando in prima fila con la loro opera, credando senza di responsabilità. Il mondo ha scoperto di essere fragile e disorientato. Ma ha anche capoito che nessuno si salva da solo perché siamo tutti sulla stessa barca.

Secondo Papa Francecso è arrivato il tempo “di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è”. E loda medici, infermieri e infermiere, ma anche addetti dei supermercati, badanti, addetti alle pulizie, trasportatori, forze dell’ordine. Con loro volontari, sacerdoti, religiose, tutti quelli che stanno prestando la loro opera, in un momento ancora più difficile.

“Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’. E noi, insieme a Pietro, ‘gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi’”, ha concluso.