Coronavirus, sequestro dell’auto per chi si muove: cosa c’è di vero

Con il nuovo decreto sulle restrizioni del Coronavirus è spuntato anche un eventuale sequestro dell’auto. Andiamo a vedere cosa c’è di vero.

Coronavirus sequestro
Cosa rischia chi continua a circolare in auto (via WebSource)

Il nuovo decreto sulle restrizioni imposte per rispettare la quarantenaha suscitato grande scalpore tra i cittafdini italiani, specie quelli che avevano preso sottogamba il pericolo scaturito dal contagio del virus. La notizia che aveva fatto più scalpore era quello di un possibile sequestro dell’auto, per chi si ostinava a circolare in città con il proprio veicolo.

Ovviamente, questo non è assolutamente vero. Ciò che è vero è che ci saranno multe salatissime per chi infrange le nuove restrizioni stabilite dal decreto sicurezza. Durante il Consiglio dei Ministri del 24 marzo, Conte dichiarò che quello del sequestro dell’automobile sembrerebbe solamente una misura cautelativa. Il tutto per evitare che i trasgressori si spostino sul territorio nazionale senza farsi alcun problema. Andiamo quindi a vedere qual è la cifra che dovrà pagare chi continuerà a trasgredire le misure di sicurezza.

Coronavirus, niente sequestro dell’auto: le multe sono salatissime

Coronavirus sequestro
Multe salatissime per i trasgressori (via WebSource)

Scongiurato il sequestro dell’auto, c’è da dire che con le multe non andrà meglio ai trasgressori. Infatti il nuovo decreto prevede delle multe salatissime per chi non vorrà rispettare le misure restrittive.

Infatti possiamo affermare con certezza che chi esce di casa senza una ragione urgente rischia una multa fino a 3.000 euro. La sanzione precedente a quella dell’ultimo decreto, invece, prevedeva una multa fino a 206 euro. Un’impennata di prezzo, insomma, per invogliare i trasgressori a rimanere a casa. Così niente sequestro del veicolo, ma la multa potrà aumentare di un terzo del valore previsto.

Inoltre nelle zone di maggior traffico ci sarà l’intervento dell’esercito come in stazioni autobus o treni. Così si inaspirscono le azioni che passano dai 206 euro fino a un minimo di 400 euro per arrivare ad un massimo di 3.000 euro. Tra le accuse si rischia di cadere anche in “falsa attestazione e dichiarazioni mendaci” con pena la reclusione da 1 a 6 anni.

L.P.

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