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La paura per il Coronavirus, sommata all’isolamento, sta mettendo a nudo convizioni e paranoie di tanta gente che, con i suoi comportamenti bizzarri, riesce involontariamente a strappare un sorriso.

Maiale al guinzaglio a Roma
Roma, emergenza Coronavirus: passeggia con il maiale al guinzaglio (Foto: Twitter)

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi… , inizia così uno dei monologhi più famosi della storia del cinema, quello pronunciato dal replicante Roy Batty (magistralmente interpretato dall’attore Rutger Hauer) nel capolavoro fantascientifico di Ridley Scott, Blade Runner.

Una frase che probabilmente ci porteremo dietro negli anni a venire, quando ripenseremo ai mesi che stiamo attraversando, investiti in pieno dall’epidemia dilangante. Partiamo dal presupposto che la gente ha – a ragione – paura, e questa paura va rispettata, anche quando viene sfogata in comportamenti bizzarri che tuttavia non possono non strapparci un sorriso, merce assai preziosa di questi tempi.

Mi capita così, nei pochi spostamenti legalmente ed eticamente concessi, di assistere ad un tripudio di gag involontarie, degne talvolta del miglior Benny Hill o giù di lì. C’è allora l’amico con cui ti senti periodicamente a telefono, per scambiare qualche aggiornamento sulla situazione meteo o sul numero di idioti attualmente a passeggio per le strade nonostante i divieti, con il quale finisci inevitabilmente a discutere dell’agonia delle mezze stagioni.

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CORONAVIRUS
(websource)

Quell’amico che prima del virus, a parte essere tuo amico, era tutto sommato una persona normale. Succede però che, a chilometri di distanza e nel contenimento biologico delle mura di casa, ti scappa un colpo di tosse. E senti l’apprensione all’altro capo del telefono. Un secondo colpo di tosse. A quel punto l’insospettabile amico capìtola ed esce allo scoperto: “Però evita di tossire sul telefono!“. “In che senso scusa? Anche se fossi positivo non ti posso di certo contagiare dal telefono…“, “Sì lo so, però non si sa mai…“. E’ esattamente quel “non si sa mai…” la chiave di tutto.

Andiamo avanti, strade cittadine. Esterno giorno. Macchine, tante macchine che passano, oggettivamente troppe rispetto a quanto prescritto. Gente da sola alla guida con mascherina, sciarpone misto-lana testato per temperature polari e bavero della giacca tirato su. Ma perché se sei solo in macchina? Poi ci sono i furgoni. E’ sul furgone che si rivela la vera natura umana. Due persone sedute di fianco, una vestita normalmente, l’altra bardata come se fosse un giardiniere a Chernobyl, chiaro segno che sì, siamo amici, colleghi e quello che vuoi, ma non si sa mai… Il sospetto regna sovrano anche dentro quei pochi quintali di lamiera.

Sui marciapiedi a dominare è la creatività nella sua forma più pura. Scialli e colli alti, già ampiamente fuori moda al momento dell’acquisto, diventano amuleti capaci di respingere qualsivolglia bacillo più o meno noto. Non importa che la comunità scientifica mondiale ribadisca ininterrottamente che è totalmente inutile, lo sciarpone dà conforto, e poi, non si sa mai.

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Coronavirus
La maschera-bottiglia antigas (via WebSource)

Un altro degli effetti più visibili di questa pandemia è l’inspiegabile aumento di peso dei menti, intesi come confini meridionali del viso. Un fenomeno tanto misterioso quanto verificabile, con orde di uomini e donne muniti di mascherine sapientemente collassate su se stesse al di sotto della bocca, con l’unica funzione appunto di riscoprirsi reinterpretazioni dei più diffusi reggiseni.

Vediamo poi volti amici, da anni lamentanti la sofferenza di dover andare a fare la spesa una volta alla settimana, trasformarsi improvvisamente in motori perpetui dell’economia locale. Passano da una fila all’altra con il cambio di passo di un terzino brasiliano, fornendo informazioni a chiunque su qualsiasi cosa. Dal fare la spesa una volta ogni sette giorni sono passati a farla sette volte al giorno. Quaranta minuti di fila per acquistare due bottiglie d’acqua. Liscia, neanche gassata. Essì che viviamo a Roma, dove se c’è una cosa buona è sicuramente l’acqua che sgorga dal rubinetto!

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CORONAVIRUS
(websource)

Potrei andare avanti per ore, del resto non manca a me il tempo per scrivere e non manca a voi quello per leggere. Non meritano tuttavia spazio i tanti irresponsabili che stanno confermando in questi giorni la loro più completa cretinaggine, indubbiamente pregressa rispetto al virus Covid-19. Pretendono di correre, con la leggiadrìa di pachidermi peraltro, quando hanno sempre preso l’ascensore pur abitando al primo piano, portano a spasso cani, gatti, maiali (veramente!) e creature mitologiche di varia natura.

Vengono fermati dalle forze dell’ordine e si giustificano dicendo che stanno cercando i pokemon o stanno raggiungendo un amico in ospedale. Salvo poi avere in tasca o nello zaino attrezzi da scasso o piccole quantità di stupefacenti.

Intendiamoci, il fenomeno non riguarda esclusivamente l’Italia, anzi, all’estero si fa anche di peggio. C’è chi in Francia ad esempio decide di fare un raduno di puffi (sì, di puffi), riunendosi in migliaia vestiti di blu. Non vorremo mica rimandare il raduno dei Puffi, suvvìa.

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Gobert NBA coronavirus sport
Rudy Gobert (Screenshot Video)

Negli Stati Uniti invece ci sono fenomeni anche tra le celebrità: ne cito uno per tutti, quel fenomeno che risponde al nome di Rudy Gobert, giocatore di basket degli Utah Jazz. Questo simpaticone, come ormai saprete, al termine di una conferenza stampa ha pensato bene di toccare tutti i microfoni dei giornalisti presenti, una gag per lui sicuramente divertentissima in cui si prendeva gioco dell’emergenza in corso e inscenava un possibile contagio. Peccato che pochi giorni dopo il fenomeno Rudy Gobert è risultato positivo al Coronavirus.

Per il virus, speriamo, prima o poi troveremo un vaccino; ben più difficile sarà però trovare una cura per questi personaggi. Se i primi, quelli con la mascherina anche sotto la doccia, hanno tutto il mio appoggio – perché la paura è una cosa brutta ed è giusto che tu possa prendere tutte le misure atte a tranquillizzarti, anche se inutili o bizzarre – i secondi, quelli che se ne fregano delle leggi e della comunità perché, poverini, a casa si annoiano, vanno chiamati con il loro nome: cretini. E stiamo pur certi che per debellare il CretinoVirus i tempi saranno ben più lunghi!

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coronavirus gente
(websource)

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