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Crisi Coronavirus, compagnie aeree alla canna del gas. Molte non hanno fondi per andare avanti altri tre mesi se continuerà il blocco dei voli.

Coronavirus Alitalia stop voli
Corionavirus, non solo Alitalia in crisi per gli stop dei voli ©Getty Images

Crisi Coronavirus, le compagnie aeree in tutto il mondo rischiano di rimanere inghiottite dalla limitazioni generali. Gli esperti del settore stimano che molti dei vettori mondiali possanmo al massimo andare avanti per i prossimi tre mesi con i soldi attualmente in cassa. Ma se dovesse continuare la serrata sui collegamenti interni e internazionali, sarà crisi totale.

La IATA, l’organismo che presiede le compagnie aeree mondiali, ha fatto i conti in tasca al comparto. Stima che se la chiusura dovesse andare avanti altre 3 mesi, le perdite sarebbero pari ad almeno di 252 miliardi di dollari (per un calo del 44% rispetto al 2019). E soprattutto sarebbero a rischio 2,7 milioni posti di lavoro. Tutto quiesto richiederebbe un aiuto finanziario urgente da parte dei Governi, perché altrimenti sarebbe difficile uscirne.

Una situazione ancora più delicata in Italia per la cronica crisi di  Alitalia che secondo gli ultimi sviluppi dovrebbe essere nazionalizzata. Quindi di fropnmte ad una crisi mondiale omogenea, la compagnia di bandiera italiana rischia anccora di più.

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Trasporto aereo, il secondo e terzo trimestre 2020 saranno disastrosi

Tutte le compagnie con il blocco dei voli rischiano (Getty)

Ma da cosa è dovuto il peggioramenteo delle stime che fino a qualche giorno fa viaggiava sulla cifra di 113 miliardi di dollari?
Sostanzialmente due i fattori, dipendenti dall’emergenza Coronavirus. In primis le severe restrizioni dei viaggi ma anche la recessione che tutti temono e presto potrebbe presentare il suo conmto salato.

Al momento il calo del traffico passeggeri è stimato in calo del 38% in confronto all’anno passato. E soprattutto nel secondo trimestre 2020 la Iata stima una riduzione pari al 65% della capacità  delle compagnie rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In Europa ci sarà un taglio di 9 voli su 10. A seguire il Medio Oriente e l’America Latina con un -80%, poi Africa (-60%) e infine Asia-Pacifico e Nord America (-50%).

Nel terzo trimestre invece il taglio sarà del 33% , con l’Europa capofila (-45%).  Invece per il quarto trimestre al momento è stimata una riduzione di capacità del 10% . La perdita di ricavi maggiore è attesa nell’area in Asia-Pacifico, con 88 miliardi in meno, con una stima di calo del traffico del 37 per cento. E ancora, nel Nord America al momento è stimata una perdita di ricavi di 50 miliardi e del 27% del traffico passeggeri. Unico Paese al momento con inversione di tendenza è la Cina, con un coefficiente di occupazione dei posti sugli aerei pari circa al 60%.

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