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Coronavirus, un ospedale lombardo ha lanciato una pesantissima accusa sul diverso utilizzo dei tamponi per medici e calciatori

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La denuncia dei medici sul diverso uso dei tamponi (Getty Images)

Il Coronavirus continua la sua veloce propagazione tra i cittadini di ogni angolo del mondo. L’Italia vive una situazione critica, una delle peggiori del suo passato recente. I casi aumentano e la fine di tutto questo sembra ancora lontana. La sanità italiana sta continuando, ogni giorno, a svolgere un lavoro senza precedenti, in situazione sicuramente non facili e con gli ospedali saturi di posti letto. In un contesto già così critico, arriva una pesantissima denuncia da parte di un ospedale di Magenta (nei pressi di Milano), pubblicata dal Corriere della Sera. L’argomento di discussione sono i test dei tamponi per il Coronavirus. Secondo quanto scritto sulla lettera, ci sarebbe una discriminazione tra medici e calciatori. “Perché test ai calciatori ma non a noi medici? È discriminazione” scrive uno dei dottori.

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Coronavirus, la denuncia da parte dei medici sui tamponi

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“Perché ai calciatori sì e a noi no?” si chiedono tramite una lettera inviata al Corriere della Sera (Getty Images)

Con una lettera inviata al Corriere della Sera, alcuni medici dell’ospedale di Magenta (in provincia di Milano) hanno voluto lanciare una pesantissima accusa sull’utilizzo dei tamponi per il Coronavirus. “Test a calciatori asintomatici, mentre a medici con sintomi vengono negati… questa è discriminazione!” scrive Nicola Mumoli, uno dei medici che ha firmato la lettera. “Inutile fare slogan buonisti e mostrare solidarietà alla sanità se poi c’è tutta questa discriminazione dietro” continua un altro medico. Una situazione decisamente molto difficile quella denunciata. I test dei tamponi sono insufficienti per verificare l’eventuale positività di chiunque, ma i medici dovrebbero avere la priorità. Lavorando ogni giorno con soggetti positivi, il rischio di contagio è sicuramente più alto rispetto a un calciatore asintomatico.

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