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Coronavirus, taxi in rivolta. L’emergenza per il COVID-19 sta colpendo sempre di più tutti i reparti dell’economia, ed ora anche i tassisti chiedono cambiamenti. 

Taxi
Coronavirus, taxi in rivolta (via Pixabay)

Il coronavirus non sta rallentando, neanche un po’, anzi. La diffusione del famosissimo virus originario di Wuhan, infatti, sta mettendo a rischio tantissime persone ed i lavoratori chiedono di essere ascoltati. Soltanto nella giornata di ieri, 21 marzo, il governo ha deciso la chiusura delle attività non fondamentali come le industrie, per evitare il contagio e di mettere in pericolo delle vite che per attività non vitali in questo momento. Eppure esistono ancora dei settori in cui le persone sono fortemente a rischio e vogliono un cambiamento netto ed immediato della propria condizione lavorativa. Tra questi ci sono i tassisti, che con un comunicato ufficiale hanno deciso di insorgere contro il governo che non presta loro le attenzioni richieste.

Coronavirus, taxi in rivolta: “Non garantiremo il servizio”

Tamponi coronavirus in Usa dall'Italia
Tamponi coronavirus (Foto: Youtube)

Ad annunciare l’imminente sciopero e rivolta di tutti i tassisti italiani è stato Lorenzo Bittarelli, Presidente dell’URI, ovvero Unione Radiotaxi Italiani. Nella nota che ha pubblicato, si definisce “ridicola” la decisione presa dal governo di fare dei rimborsi spesa, in quanto gli operatori continuano a lavorare con modalità pericolose ed in modo promiscuo con le persone, senza essere tutelati. Per questo se il Governo non interverrà, ci sarà sciopero generale. 

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