Coronavirus, Gabbiadini: “Così ho scoperto la positività, ho una tosse fastidiosa” 

Coronavirus, la testimonianza di Manolo Gabbiadini. L’attaccante della Sampdoria, secondo calciatore ufficialmente contagiato in Serie A, ha raccontato il suo incubo a La Gazzetta dello Sport. 

Serie A Coronavirus gabbiani
Dopo Rugani, anche Manolo Gabbiadini è risultato positivo al Coronavirus (Getty Images)

Coronavirus, parla Manolo Gabbiadini. L’attaccante della Sampdoria, secondo calciatore ufficialmente contagiato in Serie A, ha raccontato la sua esperienza ai microfoni de La Gazzetta dello Sport oggi in edicola.

Coronavirus, il racconto di Manolo Gabbiadini

L’atleta bergamasco racconta i primi sintomi e l’inizio di questo suo incubo: “Ho sentito un po’ di febbre la sera di martedì 10, ma non ho pensato al virus. Quella notte ho dormito male, mi sono svegliato spesso e al mattino mi girava la testa ma non ero caldo. Ho misurato la febbre solo per scrupolo e avevo 37,5. Ho chiamato il dottor Baldari della Samp, ma anche in questo caso non ho pensato al virus”.

Non è partito da lui l’idea di un controllo in chiave Covid-19, piuttosto da “Martina, mia moglie, mi ha suggerito di chiedere il tampone: a casa abbiamo due bimbi piccoli. Il dottore è venuto a farlo e ci siamo dati appuntamento al giorno dopo. Giovedì stavo benissimo, era passata la febbre. Alle 15 mi ha chiamato il dottore per dirmi che ero positivo”. 

Da lì l’inevitabile choc per Gabbiadini. Soprattutto perché ormai ogni malore era passato, non vi era più traccia di febbre né di nessuna problematica: “Gli ho chiesto se stesse scherzando, anche se era ovvio che fosse serio. Non me l’aspettavo perché la febbre era passata subito. E da quel momento ho cominciato davvero a riflettere sul coronavirus”. 

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Il rimpianto e le condizioni attuali

Coronavirus individuato per un soffio. Perché come ammette lo stesso 29enne, non avrebbe più fatto alcuna verifica se il dottore avesse preso tempo poiché erano poi svaniti tutti i sintomi: “E magari, pensando di non essere positivo, sarei andato a comprare la frutta sotto casa rischiando di trasmettere il virus a un anziano in modo assolutamente inconsapevole: un pensiero bruttissimo, che mi tormenta”. 

Ora Gabbiadini sta bene, non ha febbre anche se riscontra ancora “una tosse fastidiosa e un po’ di raffreddore. Ma adesso non sottovaluto più nulla: bisogna essere prudenti”. Motivo per cui, ovviamente, non si sta nemmeno allenando in casa a differenza dei compagni di squadra. “Solo allungamento per la schiena. Non posso fare sforzi in questo periodo e non voglio nemmeno farli perché, come dicevo prima, non bisogna sottovalutare nulla”. In bocca al lupo, Manolo.