Inquinamento alleato del Coronavirus: ha facilitato la diffusione

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Secondo uno studio effettuato di recente, l’inquinamento avrebbe facilitato la diffusione del Coronavirus. I risultati della ricerca

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Il Coronavirus e l’inquinamento sarebbero in stretta correlazione (Getty Images)

Il Coronavirus continua ad espandersi a vista d’occhio in tutto il mondo. Dopo aver violentemente attaccato la Cina e i paesi limitrofi, ora è il turno dell’Europa e, in particolare, dell’Italia. E ben presto potrebbe provocare danni molto più gravi anche in America e in Africa. Nel nostro territorio, il Nord Italia è sicuramente la zona più in crisi, con gli ospedali saturi di posti letto e la sanità al collasso. Ma come si è arrivati a questa situazione? Secondo un recente studio effettuato dalla Sima, in collaborazione con le Università di Bari e di Bologna, l’inquinamento avrebbe facilitato la diffusione. Come? Fungendo da vettore per il trasporto delle particelle batteriche, che hanno fatto schizzare alle stelle il numero dei contagiati. Questo soprattutto nella Pianura Padana, una delle aree con il tasso di inquinamento più alto d’Italia.

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Inquinamento e Coronavirus: i risultati della ricerca

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Le particelle batteriche del virus usano l’inquinamento come veicolo di trasporto (Getty Images)

Una ricerca svolta dalla Sima, in collaborazione con le Università di Bari e di Bologna, ha permesso di giungere ad una conclusione importante. L’inquinamento dell’aria è un vettore per il trasporto del Coronavirus. Il che, ovviamente, ha facilitato l’espandersi del contagio, specialmente nel nord dell’Italia. Nello specifico, i ricercatori hanno confrontato i dati relativi al superamento del limite di emissioni nella Pianura Padana tra il 10 e il 29 febbraio, e il numero di vittime da Covid-19 fino al 3 marzo. Ne è emersa una correlazione abbastanza eloquente. Nelle 2 settimane col più alto numero di particelle sottili, si è registrato il più impressionante picco di vittime da Coronavirus. Il che sta a significare che le particelle del virus, tramite coagulazione, si “attaccano” al particolato atmosferico, facendosi trasportare anche per lunghe distanze e alimentando il contagio.

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