Coronavirus, quali gruppi sanguigni più a rischio e quali più sicuri

Secondo uno studio effettuato in Cina, ci sarebbero alcuni gruppi sanguigni più a rischio Coronavirus e altri meno. I risultati

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Secondo uno studio, alcuni gruppi sanguigni sono più vulnerabili al Coronavirus di altri (Getty Images)

Il Coronavirus è ormai un rischio minore in Cina, mentre continua ad avanzare senza sosta in Europa e, in particolare, in Italia. Tra i tanti studi che stanno venendo effettuati sulla nuova pandemia che sta preoccupando l’intera popolazione mondiale, ce n’è uno che riguarda i gruppi sanguigni dei pazienti. Nella fattispecie, è stato effettuato uno studio effettuato presso due ospedali di Wuhan (primo focolaio della malattia) e uno a Shenzen. Sarebbero risultati alcuni gruppi maggiormente vulnerabili al contagio, mentre altri sarebbero più resistenti. L’analisi è stata effettuata su 2173 pazienti risultati positivi al Covid-19, da cui i ricercatori hanno potuto stilare una grafica rappresentante i gruppi sanguigni delle vittime.

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Coronavirus, i risultati della ricerca sui gruppi sanguigni

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Il gruppo A sarebbe quello più a rischio, mentre il gruppo 0 il più sicuro (Getty Images)

La ricerca, svolta analizzando i gruppi sanguigni di 2173 pazienti positivi al Coronavirus, mostra come alcuni gruppi sanguigni siano più vulnerabili al contagio rispetto ad altro. Come riportato da South China Morning Post, il gruppo sanguigno A è quello maggiormente a rischio, mentre il gruppo 0 è quello più sicuro. Nello specifico, tra i pazienti dello Wuhan Jinyintan Hospital analizzati, il 37,5% dei contagiati ha il gruppo sanguigno A, mentre solo il 9,10% il gruppo 0. Analizzando invece i decessi, risulta che il 41,26% aveva il gruppo A, mentre il 25% lo 0. Questi dati ovviamente non sono da interpretare come assoluti. non si tratta di vulnerabilità delle persone col gruppo 0, così come non si tratta di un rischio molto più alto da parte dei cittadini col gruppo A. È importante continuare a seguire tutte le norme precauzionali e di igiene, in modo da vincere la sfida col Coronavirus.

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