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Sondaggi elettorali ai tempi del Coronavirus: la Lega rimane il primo partito e sale il Pd a scapito dei 5 Stelle. Ma il governo è promosso

Sondaggi Salvini
Coronavirus, nei sondaggi la Lega rimane prima (Getty Images)

Sondaggi elettorali, l’emergenza Coronavirus e i provvedimenti del governo non hanno sostanzialmente cambiato gli equilibri. Lievi cambiamenti, quelli rilevati dalla freschissima rilevazione dell’Osservatorio Swg per il Tg di La7. Le intenzioni di voto non sono distanti da quelle che già gli italiani avevano maturato prima del contagio.

Se le urne fossero aperte oggi, il partito con la maggioranza relativa sarebbe ancora la Lega risalita al 31% (era al 30,6% dieci giorni fa). Numeri però in calo di 3 punti risprtto alle ultime Europee. Incremento vicino all’1% invece per il Partito democratico che si attesta al 20,5% rispetto al 19,6% di inizio marzo. Lieve calo invece per il Movimento Cinque stelle (13,2%, cioè -0,2%). Stabili al 12% Fratelli d’Italia, il doppio delle Europee.

Tuttii gli altri, benal di sotto del 10%. Come Forza Italia al 5,5%, la Sinistra di Leu (3,5%) e Italia Viva di Matteo Renzi che raccoglierebbe il 3,2% delle preferenze. E ancora, Azione al 2,9% mentre i Verdi scendono al 2,2% e Cambiamo, di Giovanni Toti, arriva all’1,2% dei consensi.

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Sondaggi elettiorali e vita con il virus, la rigidità del governo è apprezzata

Conte Salvini Coronavirus
Matteo Salvini e Giuseppe Conte (Getty Images)

Ma i sondaggi elettorali di Swg sono stati importanti anche per testare l’umore degli italaini dopo i recenti decreti del governo. L’emergenza Coronavirus, secondo la maggiioranza, è stata affrontata nei giusti termini e pochi ritengono eccessivi i provvedimenti adottati. La percentuale di quelli che pensano di essere oggi molto tutelati è salita dal 5% al 6% e la voce ‘abbastanza’ sale dal 37% al 46%. Allo stesso quelli poco contenti scendono dal 38% al 29%.

Altra domanda essenziale, quella sul cambiamento delle abitudini degli italiani. Rimanere a distanza dalle altre persone sale dal 38% al 68%. Non stringere più le mani cresce dal 38% al 58% e non frequentare luoghi affollati aumenta dal 52% al 69%.

Infine la novità dello ‘smart working‘ che per qualcuno è stata una primizia assoluta. Lavotrare da case è certamente un vantaggio anche se l’Italia non appare preparata a questa svolta epocale. La metà esatta degli intervistati lo vive come “un disagio sopportabile” segno che comunque preferirebbe una soluzuiione diversa. Il 33% lo considera come un’opportunità e il 9% come un sollievo. Ma c’è anche un 6% che confessa di provare un grande disagio.

 

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