Coronavirus, presidente Avis Roma: “Donate ancora sangue, ecco come funziona”

Coronavirus: il presidente Avis Roma, Maurizio Infantino, ha risposto ad alcune nostre domande e invitato la gente a donare ancora sangue.

Ogni giorno, in Italia, circa 1.800 persone hanno bisogno di sangue per sopravvivere e, in un momento così complicato come questo, le donazioni sono più importanti che mai. Tra le altre cose, il Ministero della Salute ha recentemente diramato una circolare, in cui si evidenzia il fatto che le donazioni di sangue siano incluse tra le “situazioni di necessità” nonostante l’emergenza Coronavirus. Ognuno di noi, dunque, può recarsi presso le unità di raccolta pubbliche e associative per farlo, ma prima serve contattare i recapiti di riferimento per evitare inutili assembramenti. Per saperne di più e per avere un quadro della situazione più chiaro, la redazione di Inews24.it ha contattato in esclusiva Maurizio Infantino, presidente di Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) Comunale Roma.

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Coronavirus, l’invito del presidente Infantino

Presidente, esiste una direttiva a livello nazionale che regolamenta le trasfusioni di sangue?

A livello nazionale, ci sono le pre-donazioni ovvero delle associazioni che contattano direttamente i donatori per organizzare nel migliore dei modi il processo. Il discorso, però, cambia da territorio a territorio: nel Lazio, ad esempio, non abbiamo autonomia ematica e le persone si recano a donare anche spontaneamente“.

Ci sono richieste da parte dello ‘Spallanzani’? Siete in contatto con l’istituto nazionale per le malattie infettive di Roma?

In questo momento, sono 11 gli ospedali di riferimento con cui lavoriamo a stretto contatto: tra questi figurano anche il ‘Policlinico Agostino Gemelli’, l”Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, Pertini, San Filippo Neri, Sant’Eugenio, San Giovanni e il ‘Policlinico Umberto I’ di Roma che in maniera definita supportano loro lo Spallanzani“.

Vi state coordinando con altre Regioni? Inviate il sangue donato anche in Lombardia e nelle province di Bergamo e Brescia dove c’è più bisogno?

No, in passato accadeva l’esatto contrario: Roma prendeva il sangue dal Nord e adesso, quindi, c’è una duplice emergenza visto che proprio in quelle regioni sono finite le scorte e c’è bisogno anche lì di trasfusioni“.

Presidente, cosa si sente di dire in un momento delicato come questo? 

In questi giorni abbiamo avuto un primo importante riscontro da parte dei cittadini, che stanno donando nonostante la grande emergenza. Ma non dobbiamo assolutamente fermarci: le trasfusioni devono mantenersi costanti nel tempo, anche perché parliamo di un prodotto (sangue, ndr) che scade dopo 40 giorni. Bisogna donare il sangue in maniera regolare, non una tantum: le donne 2 volte l’anno, gli uomini 4. Invito tutte le persone che vogliono donare il proprio sangue presso la nostra autoemoteca a Piazza Salerno, angolo via Imperia, a Roma (verificate prima orari tramite recapiti Avis Roma, ndr). Abbiamo bisogno del vostro sostegno“.

 a cura di Giacomo Auriemma 

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(da Pixabay)