Coronavirus, la situazione degli italiani all’estero: visti cancellati

Coronavirus, la situazione degli italiani all’estero: visti turistici cancellati in diversi paesi asiatici

Coronavirus italiani all'estero
Coronavirus, la situazione degli italiani all’estero: visti cancellati (Foto: Getty)

Che la situazione legata al Coronavirus sia sfuggita di mano alla gestione politica mondiale ormai è sotto gli occhi di tutti. La stessa OMS, dopo l’iniziale sottovalutazione del problema, parlando di semplice infezione locale, è passata a definirla una pandemia, con tutte le conseguenze del caso. Il paragone con la Sars asiatica del 2002-2003 non regge, sia per numeri che per forza del patogeno. Si è pensato che potesse essere prima un problema solo della Cina, isolando la regione dello Hubei e la città di Wuhan. Poi si è accusata l’Italia di non aver preso le giuste misure restrittive per contenere l’emergenza, lasciandola al di fuori dei ragionamenti europei. Bruxelles ha cercato di minimizzare il disastro non capendo che presto sarebbe diventato un danno comunitario e non solo del singolo stato. Ora i paesi coinvolti sono oltre 100, inclusi gli Stati Uniti che contano le loro prime 37 vittime.

In un mondo globalizzato diventa assai difficile porre un freno al contagio, visto il continuo spostamento delle persone a livello planetario. Ormai prendere un volo è fin troppo semplice e nonostante le limitazione è ancora possibile passare da un paese all’altro. Per non bloccare tutto il mondo, si è ragionato singolarmente, andando a fermare voli ed ingressi solo per qualcuno, solo in alcune zone. Ma anche questo non è servito, vedi gli ultimi casi in Australia, dove avendo lasciato libero ingresso sono iniziati a fioccare i primi contagi. Non basta limitare gli italiani o i cinesi per cancellare il Coronavirus dalla nostra realtà.

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Coronavirus, la situazione degli italiani all’estero: visti cancellati

Italiani all'estero
Coronavirus, la situazione degli italiani all’estero: visti cancellati (Foto: Getty)

La situazione dei nostri connazionali all’estero è in continuo cambiamento. Dopo aver subito l’onta della chiusura dei voli da parte della Cina, per evitare contagi “di ritorno”, ora alcuni paesi asiatici stanno iniziando a cancellare i visti per gli italiani. Nello specifico parliamo della realtà thailandese. Il governo del Regno con un decreto straordinario emesso solamente ieri, ha sospeso per Italia, Corea e cittadini di Hong Kong e Macao, il visto di ingresso di 30 giorni. Questo comporta un danno non indifferente per chi già all’interno del paese non può uscire per rinnovare il proprio visto (obbligatorio farlo se si è in possesso di un tourist visa). In tal caso infatti non verrebbe poi riammesso al rientro in aeroporto. Per ottenere il via libera in Thailandia, pur non provenendo dall’Italia e non essendo stato negli ultimi 30 giorni nei confini nazionali, c’è bisogno di passare attraverso l’ambasciata del Regno in qualche capitale straniera e fornire una documentazione medica che escluda il contagio da Covid-19. Tutto questo per una cifra discretamente consistente (almeno 50 euro). Il provvedimento non riguarda nessun altro paese europeo, nonostante la diffusione negli ultimi giorni abbia coinvolto ampiamente anche Francia, Spagna e Germania. 

Tornare in Italia

Anche tornare in Italia non è così semplice per chi si trova a Bangkok. Molti voli sono stati cancellati (Kuwait Airways, El Al, Qatar Airways, Lufthansa) e molti altri stanno per farlo (Aeroflot, Finnair, Egypt Air). L’ambasciata sta cercando di predisporre una estensione del visto turistico per 30 giorni, proprio per l’emergenza Covid-19, consentendo così ai nostri connazionali di attendere almeno un mese prima di rientrare. Nella speranza che la situazione migliori in breve tempo.

Di certo quando si parla di razzismo e discriminazione, bisognerebbe conoscere determinate realtà prima di esprimere considerazioni.

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