Coronavirus, Boris Johnson avvisa la Gran Bretagna: bilancio pesante

Coronavirus, Boris Johnson terrorizza i suoi connazionali con previsioni fosche ma per ora non vuole imitare l’Italia con i divieti

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Boris Johnson non ha ancora varato manovre dure contro il Coronavirus (Getty)

Coronavirus, Boris Johnson per la prima volta ha parlato chiaramente ai suoi connazionali dell’ermegenza nazionale. Ha preannunciato che questa situazione durerà alcuni mesi, anche se i casi per ora sono meno di 600. Ma soprattutto ha usato parole durissime: “Voglio essere onesto con voi: molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari”.

La Gran Bretagna è perfettamente conscia di essere partita molto dopo rispetto all’Italia, almeno quattro settimane dopo. E fa i conti. Se adesso ci sono solo 590 casi identificati, con 20 persone in terapia intensiva, è lecito pensare che il fenomeno sarà molto più intenso. Il calcolo è tra 5.000 e 10.000 contagiati, con stime ottimistiche.

Per il Premier britannico il primo obiettivo è quello di rallentare l’ondata dei contagi, almeno ancora un paio di settimane. Questo per permettere al sistema sanitartio nazioanale di essere pronrto per affrontare il vero picco dell’emergenza. Anche lui concorda sul fatto che sia una pendemia, l’allarme sanitario più grave da generazioni. Ma questo non gli farà cambiare idea sulle misure da adottare.

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Gran Bretagna, nessuna chiusura delle scuole e divieti per i raduni di massa

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Coronavirus, le prime misure dell’UK per affrontarlo (Getty)

Boris Johnson, almeno per ora, non ha nessuna voglia di mettere paletti rigidissimi come sta succedendo in Italia. Ha sconsigliato le gite scolastiche ma non ha nessuna intenzione di chiudere le scuole: “Ovviamente teniamo la situazione sotto controllo e potremmo cambiare opinione se la malattia si diffondesse”, ha aggiunto. Tuttavia, questa decisione è stata sposata appieno in tante altre nazioni. In realtà però anche le opposizioni sembrano pensarla come lui e quindi difficile che cambi idea.

Se non ferma le scuole, il Premier non vuole mettere paletti nemmeno ai raduni di massa nonostante ormai quasi tutti in Europa lo facciano. L’idea è quella di differire il poiù possibile le misure dell’Italia, come ha detto chiaramente Johnson che ha dimostrato di non essere assolutamente d’accordo con quanto deciso dal governo Conte.

Però qualche regola c’è: evitare tutti i viaggi non necessari (in particolare le crociere) e non intasare i pronto soccorso. Per questo tutte le persone con sintomi influenzali dovranno evitare l’uso di ambulanze o la corsa nei pronto soccorso. E chiunque abbia febbre alta e tosse da oggi dovrà osservare un periodo di  l’auto-isolamento per una settimana.