Coronavirus a Roma, anche i Bed and Breakfast in ginocchio: “Così chiudiamo”

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Il Coronavirus raggiunge Roma e colpisce duramente anche i Bed and Breakfast. Il turismo tra i settori più danneggiati in tutta Italia.

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Via dei Fori Imperiali (foto iNews24.it)

L’allarme coronavirus sta inevitabilmente colpendo molto pesantemente il settore turistico. Oltre alle compagnie aeree, le agenzie di viaggi e gli alberghi a soffrire sono anche i conduttori di attività extraalberghiere come Bed & Breakfast e case vacanze.

A Roma la situazione sta mettendo a dura prova questa categoria di piccoli imprenditori. Abbiamo parlato con Alessandro, titolare di un B&B ben avviato, per capire meglio cosa sta succedendo e quali ripercussioni potranno esserci.

(NB: L’intervista è stata realizzata prima dell’ultimo dpcm che estende le restrizioni applicate alle zone rosse all’intero territorio nazionale)

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Coronavirus, i Bed and Breakfast di Roma: “Senza aiuti rischiamo la chiusura”

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(Foto: Getty)

Ciao Alessandro, descrivici un po’ la tua struttura

Possiedo un affittacamere che gestisco insieme a mia sorella Eleonora, si tratta di un appartamento di circa 120 mq in zona Vaticano/San Pietro. Lo spazio è stato suddiviso in quattro camere di cui tre matrimoniali e una quadrupla, tutte balconate e con bagno privato, frigorifero, tv e climatizzatori. Abbiamo anche un’area comune (sala colazioni) e reception.

Solitamente qual è il tuo “cliente tipo”, a che target ti rivolgi?

In alta stagione, dalla seconda metà di marzo fino alla fine di ottobre, il nostro cliente tipo è il turista. Per il resto dell’anno le nostre stanze sono occupate per lo più da chi viaggia per lavoro e da chi accompagna persone ricoverate in una struttura ospedaliera che dista pochi passi da noi.

Al momento come vanno le prenotazioni?

Purtroppo molto male, la nostra struttura ha sempre goduto di una buona occupazione. Negli ultimi venti giorni abbiamo avuto due camere occupate e per un brevissimo periodo, subendo peraltro tantissime disdette.

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B&B, i gestori: “Un turista che viene dall’estero evita l’Italia e quindi Roma”

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Foto di freestocks-photos da Pixabay

Andiamo verso l’alta stagione, rispetto allo scorso anno cosa sta accadendo? Da quando sono cambiate le cose?

Tutto, dal momento che è scattata l’allerta coronavirus non abbiamo più ricevuto prenotazioni, né dirette (via telefono o email) né indirette (siti, booking, airbnb, ecc.). La situazione è molto preoccupante e senza precedenti.

In questo momento generalmente arrivano le prenotazioni per le vacanze e ovviamente un turista che viene dall’estero se può scegliere un posto dove trascorrere le ferie evita – a ragione – l’Italia e quindi Roma. La sensazione è che l’alta stagione che ci permette di vivere e sostenere l’attività quest’anno non ci sarà.

Quali sono le spese fisse di un’attività come la tua?

Noi siamo una s.r.l. quindi soggetti al pagamento di tasse e contributi come una qualsiasi attività commerciale. Paghiamo un affitto mensile per l’appartamento, condominio bimestrale, utenze (energia elettrica, gas, telefono, internet), fornitori, lavanderia, spese per la colazione, prodotti per le pulizie, manutenzioni.

Molte strutture, come del resto avviene in numerosi altri settori, sono in gravissima difficoltà. Cosa prevedi?

Prevedo che se non arrivano aiuti economici al più presto si rischia la chiusura per moltissime attività, anche per quelle come la nostra che sono sempre andate più o meno bene e che hanno ricevuto ottime recensioni da parte degli ospiti. Le entrate sono ferme mentre le spese continuano a correre.

Pensi che si stia dando abbastanza risalto alla crisi del vostro settore? Vi sentite rappresentati come categoria?

Ho la percezione che si stia sottovalutando la cosa, con tutte le attenuanti che ci possono essere vista la gravità della situazione e l’emergenza sanitaria. Il nostro è un problema che dovrebbe interessare tutti considerando l’utilità del servizio che si offre e il danno economico che subisce Roma come città turistica e Capitale d’Italia.

La nostra categoria (affittacamere, b&b e case vacanze) purtroppo ad oggi non è rappresentata al pari di altre. Questo ci lascia parecchio soli nonostante contribuiamo moltissimo nei servizi e nell’economia del paese.

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“Serve un aiuto economico almeno in questo periodo d’emergenza”

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Uno dei viali che portano allo stadio Olimpico (foto iNews24.it)

Cosa potrebbe fare lo Stato all’atto pratico per limitare i danni economici in questo ambito?

Serve un aiuto economico almeno in questo periodo d’emergenza, i danni ci sono oggi ma ci saranno anche nei prossimi mesi e non riguardano solo le zone rosse. Se la gente non si muove siamo tutti colpiti nella stessa misura.

C’è bisogno di venirci incontro riguardo tasse e contributi, se non addirittura di una sorta di cassa integrazione per pagare le spese correnti.

Parliamo di Roma, come la vedi in questi giorni? E’ cambiato qualcosa al di là delle scuole chiuse?

La situazione sta diventando surreale, il centro storico con così poche persone in giro fa veramente impressione. Così non è Roma, anche se è tutto comprensibile visto il momento.

Vediamo foto e video di giovani e non solo che non rinunciano alla movida nonostante gli appelli delle istituzioni. Che idea ti sei fatto? Pensi si stia sottovalutando la situazione? Quali misure pensi sarebbero necessarie?

C’è molta ignoranza, per non dire stupidità. In questo momento dobbiamo tutti darci una mano affinché questo maledetto virus non si diffonda ancora di più di quanto non si è già diffuso. Al momento ci sono poche e semplici regole da seguire, non rispettandole si fa solo il male della collettività. Prima rientra l’emergenza e prima stiamo meglio tutti, bisogna dare una mano anche alle istituzioni che stanno fronteggiando una grave problematica mai vista prima, questo è il momento di essere tutti uniti.

Io chiuderei tutto e terrei aperte solo le attività che forniscono prodotti e servizi di primaria necessità, chiaramente tutto questo deve essere supportato dallo Stato. Lo so, è difficile, ma siamo in emergenza.

Come molti a Roma sei anche un appassionato di calcio. Che idea ti sei fatto del tira e molla in corso? Saresti favorevole alla sospensione del campionato?

È tutto molto grottesco, il campionato deve essere assolutamente sospeso se non addirittura annullato, come è stato fatto negli altri sport. Non capisco perché per il calcio debbano valere altre regole.

Il problema è che se certe decisioni così importanti vengono fatte prendere ai diretti interessati come i presidenti delle squadre difficilmente si può venire a capo di qualcosa con il buonsenso. Il conflitto d’interessi è superiore alla salute pubblica e tutto ciò è inconcepibile.

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