Coronavirus in Italia, Di Battista: “Impensabile dare priorità al Mes”

Coronavirus in Italia, Di Battista: “Stop alla discussione sul Mes, ci sono altre priorità in Europa in questo momento”

Di Battista
Coronavirus in Italia, Di Battista: “Stop alla discussione sul Mes” (Foto: Getty)

In questo momento di massima emergenza per il Coronavirus nel mondo, l’Europa si sta dimostrando ancora una volta poco unita e mai attenta ai problemi degli stati membri. Ognuno per conto suo, anche nelle situazioni più paradossali, senza una politica coesa per affrontare una crisi sanitaria senza precedenti. Per far capire cosa effettivamente sta pensando Bruxelles, nonostante la diffusione del Covid-19 non riguardi solo l’Italia, ma anche Francia, Germania e Spagna, su tutte, il tema principale da discutere resta sempre il Mes (Meccanismo europeo di stabilità). Alessandro Di Battista ha voluto sfogare il suo disappunto attraverso un post su Facebook, realizzato assieme a Barbara Lezzi e Ignazio Corrao, altri esponenti del M5S.

Assurdo: prima l’approvazione del MES, poi il backstop per mettere al sicuro le grandi banche (come la Deutsche Bank) e infine, se resta tempo, l’emergenza per la diffusione del Covid-19. Questo è l’ordine del giorno dell’Eurogruppo che si terrà lunedì prossimo. Tanto per rendere chiaro a tutti l’ordine di priorità delle cose“.

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Coronavirus in Italia, Di Battista: “Impensabile dare priorità al Mes”

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Coronavirus in Italia, Di Battista: “Impensabile dare priorità al Mes” (Foto: Getty)

Alessandro Di Battista esprime il suo totale disappunto nei confronti della politica europea in questo momento e prosegue:

Non è accettabile. L’Eurogruppo ha il dovere di discutere e assumere decisioni rispetto agli aiuti necessari al nostro Paese e al resto d’Europa in questo momento di emergenza. Rafforzare i sistemi sanitari, sostenere gli investimenti pubblici e privati e introdurre sistemi di indennizzi per le imprese costrette alla chiusura o che hanno perso quote significative di ricavi a causa del Covid-19.

In questo periodo delicatissimo non possiamo permetterci di perdere tempo attraverso le macchinose procedure europee. È il momento di adeguare l’azione dell’Europa alle richieste dei cittadini europei“.

Poi aggiunge: “L’ordine del giorno dell’Eurogruppo del prossimo 16 marzo 2020 è da considerarsi, da parte dell’Italia, oltraggioso.

L’unica risposta possibile è, dunque, un rigetto ancor più rigido e radicale (che andava già fatto a prescindere dalla tempistica) del trattato da parte del nostro Stato, che è il terzo “azionista-contributore” (17.9% equivalenti a circa 16.3 miliardi di euro) di un fondo a cui potrebbe accedere solo a determinate e onerose condizioni“.

La conclusione è su cosa dovrebbe fare l’Italia in questa situazione paradossale:

Dobbiamo avanzare una sola richiesta per il prossimo Eurogruppo: lo stralcio della discussione sul MES e l’inserimento, come unico punto possibile, dell’emergenza coronavirus.

È chiaro che, se così non fosse, spetterà al Parlamento italiano porre la parola fine a questa discussione non approvando la ratifica“.

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