Basilica del Carmine, esposto Crocifisso dei Miracoli contro il Covid-19

Basilica del Carmine, esposto il Crocifisso dei Miracoli contro il Covid-19 come nel ‘600 contro la Peste

Basilica del Carmine
Basilica del Carmine, esposto Crocifisso dei Miracoli contro il Covid-19 (Foto: Websource)

In un momento così delicato per l’emergenza Coronavirus nessuno sa più a che santo appellarsi, nel vero senso della parola. Tutta l’Italia è diventata zona rossa, da Nord a Sud, con la sospensione di quasi tutte le manifestazioni pubbliche, sport compreso. Anche le cerimonie religiose non fanno eccezione, con le chiese rimaste deserte già dall’ultimo week end. Lo stesso Papa Francesco ha recitato l’Angelus della domenica in Tv, senza poter “abbracciare” i propri fedeli in Piazza San Pietro. Queste misure straordinarie ci riportano indietro alle grandi crisi sanitarie della storia dell’umanità. In Europa, su tutte, ricordiamo quella della Peste del ‘600, magistralmente raccontata da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Migliaia e migliaia di vittime nel nostro continente per decine di anni, qualcosa di difficile da immaginare al giorno d’oggi, nonostante la grande crisi che striamo attraversando. Ora però, vista l’emergenza, qualcuno ha pensato di adottare soluzioni simili a quelle del ‘600, per scacciare questo maledetto Coronavirus.

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Basilica del Carmine, esposto Crocifisso dei Miracoli contro il Covid-19

Crocifisso contro il Covid-19
Basilica del Carmine, esposto Crocifisso dei Miracoli contro il Covid-19 (Foto: Websource)

Nella basilica del Carmine maggiore di Napoli, hanno deciso di ricorrere al Crocifisso miracoloso. L’ultima volta che fu esposto nel 1656, fu proprio per fermare la diffusione della pestilenza. In un’altra occasione nel 1688 fu esposto per fronteggiare la catastrofe di uno dei più grandi terremoti della storia in quella zona.

Ora da circa una settimana nella chiesa a ridosso di piazza Mercato, dove si venera la “Mamma d’o Carmene”, è stato tolto il drappo rosso che copre l’antico Crocifisso di legno con i capelli di seta dorata. Le cronache raccontano di un miracolo compiuto dal crocifisso nel quindicesimo secolo, quando durante l’assedio aragonese del 1439 resistette ai colpi di bombarda sparati, rimanendo intatto.

Un prodigio rimasto radicato nella devozione napoletana a distanza di tantissimi anni. Una credenza popolare che torna utile ora per chiedere la grazia in un momento così difficile, contro un avversario diverso ma pur sempre mortale, il Covid-19.

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