Coronavirus, a Bergamo inizia il triage: “Dobbiamo decidere chi curare”

A renderlo noto è Christian Salaroli, rianimatore di Bergamo, che ha fatto luce in merito all’emergenza Coronavirus e all’inizio della triage a Bergamo.

Ospedale
Ospedale (photo Gettyimages)

Christian Salaroli, dirigente medico e rianimatore al Giovanni XXIII di Bergamo ha chiarito la delicata situazione che si sta vivendo nelle sale ospedaliere. Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, il medico ha parlato dell’afflusso di pazienti e dell’emergenza legata alle risorse ospedaliere, chiarendo che è stata anche aperta una zona, nella quale viene fatta la triage, ovvero la scelta dei pazienti.

Una situazione paragonabile a quella di una guerra. Così Christian Salaroli ha spiegato, nel contesto dell’intervista, l’attuale situazione. Nello specificare le modalità attraverso le quali vengono effettuate le scelte da parte del personale sanitario, il rianimatore ha affermato che si decide per età e condizioni di salute.

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Coronavirus: “Nel piano di emergenza si effettua la triage”

Letto ospedale
Letto ospedale (photo Gettyimages)

La triage, ovvero la scelta dei pazienti sui quali intervenire in maniera più spedita ed urgente, viene effettuata, stando alle parole riportate nell’intervista al Corriere della sera, in uno stanzone chiamato Pemaf, cioè Piano di emergenza per il maxi-afflusso.

La prassi attraverso il quale si interviene, sostiene il medico del Pronto Soccorso Giovanni XXIII, avviene secondo tre step. Il primo è quello di mettere in ventilazione non invasiva il paziente. Poi, al mattino presto, vi è la valutazione del rianimatore. Infine, si valuta la capacità del paziente di guarire da interventi rianimatori.

La critica sproporzione tra le risorse ospedaliere, posti letto in rianimazione e il numero di pazienti porta dunque ad optare per una scelta, che avviene subito dopo queste fasi. Il rianimatore spiega che la scelta deve poi essere effettuata in poco tempo, poiché la ventilazione non invasiva è una fase di passaggio.

Al termine dell’intervista, Christian Salaroli, ha tenuto a precisare che ad ogni modo, si valuta caso per caso. Dunque ciò che in via primaria si cerca di capire è la capacità di ogni paziente di recuperare da qualsiasi tipo di intervento.

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F.A.