Coronavirus, in Italia tasso mortalità 7 volte più della Corea del Sud

In Italia il Coronavirus sta toccando un tasso di mortalità altissimo, circa 7 volte in più rispetto a quello della Corea del Sud. Cosa vuol dire questo dato? Cerchiamo di capire

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Coronavirus in Italia, le responsabilità del Governo: i conti non tornano (Foto: Getty)

L’Italia è in piena emergenza sanitaria ed economica a causa del Coronavirus, che finora sul nostro territorio ha provocato il contagio di circa 4600 persone accertate e 197 vittime. Facendo il rapporto tra il numero dei morti e il totale dei contagiati si può ottenere il tasso di mortalità, che nello Stivale è superiore al 4%, un numero molto alto se paragonato a quello dell’influenza stagionale (intorno all’1%).

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Coronavirus, in Italia il tasso di mortalità 7 volte superiore a quello della Corea del Sud: cosa ci spiega il dato

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Si aggrava il bilancio di morti per Coronavirus in Italia (Foto: Getty)

In italia sono stati effettuati in totale circa 36mila tamponi per rilevare la presenza del Coronavirus, ma per far fronte ai crescenti casi le autorità sanitarie stanno procedendo con i test soltanto alle persone che presentano i sintomi del Covid-19. La Corea del Sud, secondo paese con più casi nel mondo dopo la Cina, è l’unico che finora ha messo in atto uno screening di massa, effettuando controlli e diagnosi su circa 110mila persone. Ne emerge che su 6.593 casi positivi sono “soltanto” 39 i morti, con un tasso dello 0,6%, di molto inferiore a quello italiano.

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Questo suggerisce che, a parità di tasso di letalità del virus, in Italia ci dovrebbero essere molti meno casi diagnosticati e accertati rispetto ai coreani. Il rischio concreto è che essi, non presentando alcun sintomo, continuino a svolgere tutte le attività quotidiane senza alcuna misura di precauzione, infettando molte altre persone. Molti asintomatici, che dovrebbero essere in quarantena, sono invece a “piede libero” e sono quelli che maggiormente rischiano di estendere la pandemia. Sono molti anche tra il personale medico e infermieristico ad essere costretti per l’emergenza a lavorare anche se positivi al virus, aumentando a loro volta il rischio di contagio.

Tasso di mortalità Coronavirus in Italia: il confronto con gli altri Paesi

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Coronavirus, la mappa dei contagi

Questi dati sull’enorme mortalità ci indicano come in Italia molto probabilmente ci sia una sottostima degli infetti, cioè dei casi lievi o asintomatici che non rientrano nel conteggio totale e che rischiano di alimentare nuovi focolai dell’epidemia. Se nella zona più nefasta del mondo, quella di Hubei in Cina, il tasso di mortalità è del 4,3%, nelle altre parti del globo maggiormente colpite questa percentuale è molto più bassa rispetto all’Italia. In Iran si attesta al 2,6%. In ogni caso, noi siamo il paese, dopo la Corea, ad avere effettuato il maggior numero di test.

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