Il Coronavirus blocca il cinema: i film in uscita posticipata

Il Coronavirus blocca il cinema. Le regioni e il Ministero della Salute firmano l’ordinanza: sale chiuse e uscite bloccate

Coronavirus al Cinema
Coronavirus al Cinema (Getty Images)

Il Coronavirus manda in tilt anche il cinema. Le sale cinematografiche italiane restano chiuse fino al 1° marzo e in particolar modo quelle della Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna. I presidenti delle singole Regioni, in accordo con il Ministero della Salute, hanno firmato l’ordinanza che prevede: “La sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato”. Fra le manifestazioni incluse nel provvedimento rientrano le più svariate tipologia anche quelle “di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”.

Tra i film al cinema la cui proiezione è stata rimandata ricordiamo Si vive una volta sola, commedia di Carlo Verdone che sarebbe dovuta uscire il 26 febbraio, Volevo nascondermi che vede protagonista Elio Germano nei panni del pittore Toni Ligabue, l’horror The Grudge, la commedia Non si scherza con il fuoco e tanti altri ancora.

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Cinema, il danno economico supera il Coronavirus

Coronavirus al Cinema
Coronavirus al Cinema (Getty Images)

Dopo il danno anche la beffa. L’effetto Coronavirus recherà guai all’economia italiana, soprattutto agli operatori dei cinema, costretti a chiudere le sale. Già dallo scorso weekend, il botteghino ha risentito di questo virus, che sta mettendo tutti in allerta, perdendo 4,4 milioni di euro, il 44% in meno rispetto alla settimana precedente. Se le acque non si calmano, verranno presi provvedimenti per prevenire la disfatta delle industrie cinematografiche.

Nel frattempo le imprese del cinema stanno chiedendo una collaborazione da parte delle autorità per limitare le problematiche del Coronavirus. “Si reputano necessarie e urgenti misure straordinarie, come ad esempio la cassa integrazione in deroga” propone Mario Lorini, presidente dell’Anec, l’Associazione nazionale esercenti cinema. Nella zona rossa sono stati spenti circa 850 schermi su un totale di 1830. Ma la situazione sta degenerando anche nel resto d’Italia, dove gli incassi continuano a scendere.

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