Cos’è lo smart working a scuola previsto per il coronavirus

In alcuni istituti del Nord Italia è attiva la didattica a distanza, una sorta di smart working a scuola per non far perdere troppi giorni di lezione agli studenti

smart working scuola
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Lo smart working arriva anche in molte scuole italiane. La chiusura degli istituti scolastici, soprattutto del Nord Italia, arrivata per contrastare l’emergenza coronavirus, non ha fermato alunni e insegnanti. Grazie alle grandi potenzialità del web e delle nuove tecnologie le lezioni stanno andando avanti. Non serve la presenza fisica in aula. Basta organizzarsi per continuare la didattica e far sì che gli alunni non perdano troppi giorni di scuola. C’è anche la possibilità di tenere lezione da remoto, usando ad esempio la piattaforma opensource Jitsi: nessun account, nessuna registrazione, nessuna applicazione da installare. A margine dell’articolo un approfondimento in merito.

Del resto lo ha specificato anche il Governo nel decreto che ha emanato e che coinvolge anche la scuola. Per contrastare e contenere il coronavirus, nei centri maggiormente a rischio, è stata stabilita “la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria”. Attuazione questa già avvenuta in sei regioni. Il Governo allo stesso modo ha specificato però che sono ammesse le “attività formative svolte a distanza“. Ed ecco che alcuni istituti si sono già organizzati.

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Smart working a scuola, gli istituti attivi

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Molte sono ad oggi le iniziative di smart working attivate da alcune scuole italiane. Alcune di queste sono state raccontate dal sito Skuola.net. Tra quelle segnalate l’Ite Tosi di Busto Arsizio, in provincia di Varese, che ha avviato la didattica “Mooc” con delle classi virtuali. Il tutto è attivato dai professori grazie al registro elettronico e alla modalità smart learning. Stessa prassi anche in alcuni istituti del Veneto che non si vogliono fermare con la prosecuzione delle lezioni.

Sono, infatti, nove le scuole che appartengono all’Istituto comprensivo di Lozzo Atesino, in provincia di Padova, che hanno accettato la scommessa delle lezioni online, coinvolgendo anche i bambini più piccoli della scuola dell’infanzia. Nel progetto del dirigente Alfonso D’Ambrosio anche la creazione di una vera e propria agorà virtuale. Grazie ad essa i ragazzi potranno parlare e confrontarsi sulla situazione d’emergenza che stanno vivendo.

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