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Coronavirus e scuole, dalla prossima settimana tutti dovrebbero rientrare. Ma se la chiusura forzata dovesse proseguire, rischiano di perdere l’anno?

Scuola Coronavirus lezioni
Coronavirus, lezioni sospese in diverse regioni (Websource)

Coronavirus e scuole, allo stato attuale è ancora tutto fermo e sarà così almeno fino a domenica 1° marzo. In teoria quindi dal 2 le lezioni torneranno regolari anche nelle regioni in cui sono state sospese. Ma insegnanti e allievi di sette regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) aspettano un segnale dal Ministero.

Perché per tutti loro due giorni di questa settimana sarebbero stati comunque di vacanza. E per quelli delle province autonomi di Bolzano e Trento in realtà non sarebbe cambiato nulla, visto che sarebbe stata dedicata alla ‘settimana bianca’. Ma se l’interruzione dovessere proseguire, rischiano di perdere l’anno?

In teoria sì, perché il corso degli studi per essere considerato regolare deve coprire almeno 200 giorni l’anno. In realtà però fa fede una nota del 2012, pubblicata direttamente dal Miur: “Può tuttavia accadere – si legge – che si verifichino eventi imprevedibili che inducano i Sindaci ad adottare ordinanze di chiusura delle sedi scolastiche. Al ricorrere di queste situazioni si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico”.

Me se tutte le gite scolastiche e didattiche rimangono sospese almeno fino al 15 marzo, non è prevista la chiusura delle scuole nellezone non focolaio del vuris. Lo ha ribadito anche nelle ultime ore il Premier Conte

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Scuola: lezioni a distanza con i tablet, i primi esperimenti sono positivi

Scuola tablet lezioni
Lezioni a scuola via tablet, l’Italia si organizza (via Pixabay)

Piuttosto, le scuole chiuse per l’emergenza Coronavirus potranno attivare “modalità di didattica a distanza“. Anzi, alcune lo stanno già facendo perché erano attrezzate per seguire questa modalità. Come l’Istituto Tosi di Busto Arsizio, ad indirizzo tecnico economic. Come ha spiegato al portale  Varesenews il dirigente scolastico Amanda Ferrario, l’emergenza va affrontata: “Ci dobbiamo impegnare per non lasciare soli i nostri studenti. Per noi non è una novità, perché facciamo già lezioni, in casi particolari, on line. Pensiamo agli studenti ricoverati in ospedale, a quelli in alternanza o per progetti specifici».

Stesso discorso per l’Istituto paritario Prealpi di Saronno, sempre in Lombardia e per l’Istituto comprensivo Ungaretti di Melzo. Anche qui gli insegnantui hanno in dotazione un tablet e lo utilizzano in caso di necessità per lezioni a distanza. Progetti simili anche per l’Istituto Comprensivo di Pianoro, alle porte di Bologna, e per gli allievi dell’Istituto Comprensivo di Sarzana.

Una libea che anche il ministero vuole appoggiare sempre di più. Lo ha confermato il ministro, Lucia Azzolina: “Il diritto alla salute in questo momento viene prima di tutto, ma non vogliamo farci trovare impreparati. Stiamo studiando soluzioni per la didattica a distanza. Vogliamo garantire un servizio pubblico essenziale ai nostri studenti”.

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