Medicina, come viene sviluppato un vaccino?

Al presentarsi di un nuovo virus ci si chiede sempre quanto tempo ci vorrà prima di avere una cura efficace. Per sapere come viene sviluppato un vaccino bisogna tenere conto delle diverse fasi di sviluppo.

come si sviluppa un vaccino
(immagine da Pixabay)

Con il mondo alle prese con il diffondersi del Coronavirus, sempre più persone si chiedono quanto tempo ci vorrà prima di poter mettere in commercio un vaccino in grado di proteggere l’uomo. Solitamente, in condizioni ordinarie, le fasi di sviluppo sono grosso modo le stesse necessarie per la creazione e l’approvazione di un normale farmaco.

Si comincia dall’allestimento dei preparati vaccinali, contenenti forme attenuate o inattive del virus da debellare o anche solo alcuni suoi componenti. Si passa poi alla cosiddetta sperimentazione preclinica, in cui si osserva il comportamento del preparato e si accerta la non tossicità. Sempre in questa fase si valuta la risposta immunitaria, la tolleranza e l’effettiva efficacia.

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Come si sviluppa un vaccino: la sperimentazione segue step precisi

come si sviluppa un vaccino
(foto da Pixabay)

Si passa poi alla sperimentazione clinica, anch’essa divisa in quattro fasi, che coinvolge i volontari. Nella prima fase il test avviene su un numero molto ristretto di persone, per verificare principalmente frequenza e gravità di eventuali effetti collaterali .

Successivamente (fase 2) il test si allarga a centinaia di persone, testando sul campo la risposta immunitaria alla somministrazione di dosi diverse. E’ un passaggio fondamentale per capire l’effettiva capacità del farmaco contro il microrganismo da combattere. A questo punto si passa alla diffusione su larga scala (fase 3), coinvolgendo solitamente più centri di ricerca. I volontari coinvolti sono in questo caso diverse migliaia.

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Il monitoraggio prosegue per anni dopo la commercializzazione

Coronavirus incubazione
Coronavirus, primo vaccino pronto ad essere testato in Cina (Foto: Getty)

A questo punto, se il preparato rispetta i numerosi criteri richiesti dagli standard internazionali, la casa farmaceutica che lo ha sviluppato può richiedere la registrazione e le autorizzazioni necessarie per metterlo in commercio.

Un dossier dettagliato viene inviato alle autorità, l’Aifa a livello italiano e l’Ema a livello europeo, che dovranno fornire il nulla osta finale alla commercializzazione. Una volta che il vaccino è sul mercato si passa alla quarta ed ultima fase della sperimentazione, ovvero il monitoraggio costante di eventuali effetti collaterali negli anni successivi, questa volta su milioni di persone.

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