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Coronavirus, pericolo anche per l’ostia consacrata e quindi anche i fedeli a Messa? La risposta è chiara e deve tranquillizzare tutti.

Ostia Coronavirus
L’ostia consacrata non può trasmettere il Coronavirus (Getty)

Coronavirus, pericolo anche per i fedeli che vanno a Messa e per l’ostia che ricevono durante la comunione? Un dubbio che in questi giorni è venuto a molti, ma esiste anche una risposta e una spiegazione chiara. Lo sottolinea con forza un esperto come il giornalista Giovanni Marcotullio sul portale aleteia.org argomentando con dovizia di particolari la sua tesi.

Tutto parte da una riflessione di fondo. Se, come bene sanno tutti i cristiani, l’ostia rappresenta il corpo di Gesù che si era fatto uomo, non può essere di per sè portatrice di malattie. Una tesi che è anche facile però confutare. Intanto perché, propri per il fato di essere diventato uomo mescolandosi ad altri uomini nessuno può escludere che anche Gesù abbia sofferto di malattie e ne sia anche guarito.

E se è vero che dopo la sua Resurrezione, Gesù non può più essere corrotto, padre Thomas Michelet a suo tempo aveva espresso un’opionione netta: “Un’ostia avvelenata può essere al contempo una vera ostia consacrata – procurare all’anima la grazia – e un’ostia avvelenata capace di uccidere il corpo. La fede non insegna che la materia del segno sfugga alle leggi fisiche: semplicemente che la grazia usa codesta materia per comunicarsi in maniera sensibile”.

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Coronavirus attraverso le ostie, diverse diocesi corrono ai ripari

Papa Francesco ostia Coronavirus
Papa Francesco consacra l’ostia durante la Messa (Getty)

Quindi il Coronavirus può trasmettersi attraverso le ostie? Scientificamente non è provato, in quanto non è stata dimostrata la sua diffusione attrabverso il cibo. Però sono necessarie alcune forme preventive che diverse dioceso in questi giorni stanno già adottando.

Come quella di Padova, una delle zone direttamente colpite dal contagio. Le disposizioni sono chiare: sospese le celebrazioni pubbliche di sante messe feriali e festive, incluse quelle del mercoledì delle Ceneri. Saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine al defunto, ma senza la celebrazione della santa messa o di altra liturgia. Sospesi anche gli incontri del catechismo e dell’iniziazione cristiana e ogni altra attività nei centri parrocchiali. Le chiese e i santuari presenti nel territorio diocesano rimarranno aperte ma non saranno celebrate le messe.

A Milano invece  la diocesi ha stabilito che le chiese rimangano aperte. Negli oratori non sono previsti incontri, iniziative, riunioni, annullando tutti gli eventi precedentemente fissati. I funerali e i matrimoni potranno essere celebrati, ma con la presenza dei soli parenti stretti.

Invece ad Asti linea più prudenziale. Nella settimana dal 24 febbraio al 29 febbraio sospese in tutte le parrocchie le attività pastorali che prevedano la presenza di gruppi di persone, in particolarele attività del catechismo e  di ogni oratorio.
Per i funerali potrà essere prevista una benedizione data alla salma presso il cimitero alla presenza dei parenti. Sospesa anche la celebrazione del mercoledì delle Ceneri. Potrà essere spostata a domenica 1 marzo, salvo nuove indicazioni.

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