Coronavirus: il dato che spiega la sua reale pericolosità

Coronavirus: il dato che spiega la sua reale pericolosità. La fascia di età maggiormente a rischio è quella dei più anziani

Coronavirus anziani
Coronavirus, il dato che spiega la reale pericolosità (Foto: Getty)

Il numero di contagi in Italia è in continuo aumento, così come purtroppo quello delle vittime. Nelle Regioni del Nord si sono registrate nelle ultime ore due morti per Coronavirus, entrambi ultra ottantenni. Il dato sulle fasce d’età più a rischio è piuttosto indicativo. Non è un caso che a perdere la vita siano state due persone molto anziane e con altri problemi di salute in corso. Dei 5 morti fino a questo momento, tutti erano piuttosto avanti con gli anni e con patologie piuttosto serie. Questo va ad integrare i discorsi scientifici usciti ultimamente che invocano la calma per quanto concerne la psicosi sulla mortalità del virus. Solo il 2% degli infetti nel mondo ha subito danni irreparabili, meno di una normale influenza stagionale. La facilità di contagio del 2019-NcoV non va confusa con il suo grado di pericolosità.

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Coronavirus, il dato che spiega la reale pericolosità

Statistiche Coronavirus
Coronavirus, il dato che spiega la reale pericolosità (Foto: Websource)

Da una statistica appena condivisa si evince come le persone superiori agli 80 anni sono tra quelle con maggiore indice di mortalità. Un dato piuttosto scontato. A questo dobbiamo invece aggiungere lo scarso rischio correlato ai neonati e alle fasce più verdi. Fino ai 9 anni non si riscontrano morti per Coronavirus nel mondo. Così come fino ai 50 la percentuale rimane piuttosto bassa, a conferma che più del patogeno a preoccupare dovrebbero essere le condizioni preesistenti nell’infetto. Ovviamente chi ha un sistema immunitario deficitario per ragioni anagrafiche o di malattia, deve fare maggiore attenzione.

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