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Si estendono le indagini in seguito alla tragedia di Lodi, che spezzò la vita a due macchinisti. Per gli inquirenti ci sono altri 11 indagati.

Lodi
Il treno ad alta velocità deragliato nel lodigiano (via Vigili del Fuoco)

Continuano le indagini sulla tragedia di Lodi. Infatti lo scorso 6 febbraio un treno ad alta velocità deragliò provocando la morte dei due macchinisti, ma l’incidente poteva avere conseguenze ben più tragiche.

Intanto continua ad indagare la Procura di Lodi sulle cause dell’incidente. Proprio quest’ultima, infatti, ha esteso le indagini coinvolgendo altre 12 persone. I nuovi indagati però, avranno la possibilità di assistere ai nuovi irripetibili accertamenti, che sono previsti entro la fine della prossima settimana.

Gli accertamenti previsti entro la fine della prossima settimane prevederanno anche la presenza delle due società indagate, Rfi e Alstom Ferroviaria.

Lodi, parla il procuratore della Repubblica: “Altri indagati”

Lodi
Parla il procuratore della Repubblica (Getty Images)

Così in seguito all’ampliamento delle indagini, il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha dichairato: “Nell’ambito dell’inchiesta abbiamo altri 12 indagati“. Così in seguito alle parole di Chiaro, il numero degli indagati sale da 5 a 17.

Prima dell’estensioni dell’indagine, tra gli indagati c’erano alcuni addetti alla manutenzione di Reti Ferroviarie italiane, l’ad di Alstom Ferroviaria, Michele Viale, e l’azienda Rfi per l’ipotesi di responsabilità amministrativa.

Successivamente, sempre il Procuratore della Repubblica di Lodi ha spiegato: “Gli indagati sono in parte dipendenti della società che gestisce la rete ferroviaria e in parte di quella che risulta aver prodotto il pezzo risultato, all’apparenza, difettoso“.

Adesso nella lista degli indagati c’è anche anche l’azienda Alstom e non solo l’Amministratore Delegato. Infatti l’azienda avrebbe prodotto l’attuatore numero 5, ossia quello che ha scatenato l’incidente facendo deragliare il treno ad alta velocità.

Così ad oggi, dopo le indagini in continuo sviluppo della Procura di Lodi, tra gli indagati ci sarebbero 18 persone e due società.

L.P.

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