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Pubblicità sessista, caos in Sicilia dove una compagnia che produce scooter è stata attaccata dal sindaco della città. 

Pubblicità sessista
Pubblicità sessista (via ANSA)

La pubblicità è ormai un terreno sempre più complesso e spinoso. Ormai da anni, infatti, si sta sempre più cercando di far parlare di sé, anche al costo di una pubblicità negativa. Il motto ormai è famoso a tutti: “Male o bene, purché se ne parli”. E’ così abbiamo sempre più pubblicità che usano il corpo della donna, temi delicati, idoli ed immagini che portano un insieme di valori particolari. L’ultima pubblicità di una ditta di scooter siciliana, però, non ha fatto piacere ai cittadini di Ragusa, anzi. E’ partita una petizione ed alla fine il sindaco ha deciso di intervenire personalmente, comunicando la rimozione dei loro poster e la diffida alle autorità competenti. Il cartellone pubblicitario della azienda prevedeva una donna di spalle con la scritta “vienimi dietro, sono elettrica”. 

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Pubblicità sessista, sindaco contro ditta di scooter – FOTO

Di seguito le parole del sindaco di Ragusa: “In merito alla vicenda del manifesto pubblicitario di cattivo gusto esposto in città, vi informo che abbiamo già inviato una segnalazione all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria affinché adotti tutti i provvedimenti di propria competenza. L’Istituto ha infatti sottoscritto un Codice di autodisciplina che consente di bloccare e far ritirare le campagne sessiste o offensive a un apposito organo giudicante, il Giurì della pubblicità. Al tempo stesso stiamo procedendo con una diffida per l’agenzia pubblicitaria. Essendo però convinto che l’obiettivo di chi ha predisposto il manifesto fosse proprio quella di creare clamore, eviterò di pubblicarlo e ogni ulteriore commento”.

La segretaria dell’Unione Italiana del Lavoro della Sicilia, Luisella Lionti, ha detto la sua sul proprio profilo. Di seguito le sue dichiarazioni: “Come organizzazione sindacale e come cittadine e cittadini ci consideriamo offesi dai messaggi degradanti e squallidi associati all’immagine che campeggia su un tabellone pubblicitario di Ragusa. Attirare l’attenzione sul prodotto in vendita è l’obiettivo della pubblicità. Non più tollerato, però, se si tratta di pubblicità sessista e se lo scandalo va a intaccare la dignità della donna”.

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