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L’esperimento della madre che grazie alla tecnologia riesce a riabbracciare la figlia defunta, potrebbe avere degli effetti negativi: ecco la rivelazione.

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Madre riabbraccia la figlia defunta con il VR (via Screenshot)

Poco tempo fa in Corea del Sud è andato in scena un particolare esperimento. Grazie all’ausilio della tecnologia, una mamma è riuscita a riabbracciare la figlia di 7 anni, defunta a causa di una malattia incurabile.

Se inizialmente l’esperimento ha fatto commuovere l’intero web, adesso c’è chi rivela tutte le conseguenze negative che potrebbe avere sulla donna.

Infatti come ben sappiamo, l’elaborazione di un lutto è un processo doloroso e delicato, e rivedere una persona defunta potrebbe scatenare nel nostro cervello tantissimi effetti negativi.

Ma gli esperti di tecnlogia coreani, inspirati all’episodio “Be right back” della serie Black Mirror, in cui la protagonista di nome Martha perde il fidanzato Ash, in un incidente stradale. Così decide di affidarsi ad un servizio online che permette alla ragazza di rimanere in contatto con Ash.

Ma se quella era una serie tv, e quindi finzioni, questa è la realtà. Infatti l’esperimento coreano potrebbe provocare danni irreversibili alla donna, andiamo a scoprire quali sono.

Madre riabbraccia la figlia defunta: sorgono dubbi sui possibili effetti negativi

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Immagini dell’esperimento svolto in Corea del Sud (Via Screenshot)

Così dopo la riuscita del progetto americano intitolato “I met You”, in molti si sono fatti delle domande sui possibili pericoli, che però non lasciano spazio a nessun lieto fine.

Infatti l’incontrare tecnologicamente una persona scomparsa da poco, e poterla riabbracciare solamente virtualmente, comporterebbe vari danni cerebrali.

L’esperimento, infatti, intaccherebbe addirittura la salute mentale della donna, che potrebbe sviluppare un processo di codipendenza, ma non solo. Infatti la donna dopo aver sviluppato la codipendenza, potrebbe cadere in una grave depressione, disturbo mentale da cui è difficilissimo uscirne.

Così verrebbe interrotto bruscamente il processo di elaborazione del lutto. E se da una parte, inizialmente, la donna potrebbe provare una sensazione di sollievo nel riabbracciare l’amata figlia, dall’altra potrebbe sviluppare un “disturbo dell’adattamento“.

Questo processo mentale avviene durante un forte periodo di stress, generalmente in concomitanza con un evento traumatico della propria vita. Per questo motivo vedere una persona cara che ci ha lasciato, protrebbe provocare dei danni mentali irreversibili.

Scatenando tutti questi processi potrebbero essere più gli effetti negativi che quelli positivi. Così si potrebbe citare l’invenzione di Eugenia Kuyda. La giovane informatica russa inventò un’intelligenza artificiale per comunicare con una persona defunta. L’esperimento anche qui portò molti lati positivi per la giovane russa, ma ebbe anche dei forti contraccolpi psicologici.

Insomma come sempre la tecnologia potrebbe giovare alla salute umana, ma spesso si deve fare attenzione ai processi pericolosi che potrebbero scatenarsi nella nostra delicata psiche.

L.P.

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