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La Rai ha ricevuto una multa da un milione e mezzo da parte dell’Agcom per delle violazioni degli obblighi di contratto di servizio

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La Rai ha ricevuto una multa da parte dell’Agcom per 1,5 milioni di euro. Il garante per le comunicazioni ha accertato delle violazioni degli obblighi di contratto di servizio. Nel dettaglio, è imputato il mancato rispetto dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo. Inoltre è stato accertato il mancato rispetto della non discriminazione e trasparenza. Questo fa riferimento al pricing praticato nella vendita degli spazi pubblicitari.

Il Partito Democratico chiede che i vertici Rai e Salini si dimettano.

Il segretario Andrea Orlando ha scritto: “La pronuncia di Agcom sulla Rai dice cose chiare e gravi. Se si aggiunge la trasferta sanremese il quadro è completo. Cambiare e cambiare velocemente è l’unica via”. Fanno eco anche gli altri partiti che sottolineano come sia grave quanto accaduto.

Multa alla Rai, la nota dell’Agcom

L’Agcom ha deciso di comminare la multa in relazione all’ampiezza ed alla durata delle infrazioni. Si è poi chiesto alla Rai di eliminare, nella vigenza del contratto di servizio 2018-2022, le violazioni e gli effetti delle infrazioni accertate.

“Nella vigilanza della missione di servizio pubblico non sono le singole fattispecie, su cui la società ha spesso messo in atto azioni ripristinatorie o correttive, a rilevare ma l’effetto che tali condotte hanno generato e potrebbero generare sui valori della collettività e i diritti dei cittadini, nonché sul valore di utilità pubblica e sociale del canone del servizio della concessionaria”, si legge nella nota ufficiale.

Per quel che riguarda il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, l’Agcom ha diffidato la Rai a cessare le attività finora contestate.

La Rai si è così espressa in merito: “Si prende atto con grande stupore delle decisioni del Consiglio di oggi dell’Autorità. Nel riservarsi di esaminare in dettaglio il provvedimento quando sarà notificato, Rai non mancherà di rappresentare nelle opportune sedi la correttezza del proprio operato in coerenza con il ruolo assegnatole dalle leggi, anche da quelle che tutelano l’autonomia dei giornalisti. Poi, ancora: “Il Servizio pubblico resta sempre impegnato, anche nella presente complessa congiuntura, nella tutela della libera informazione e nella rappresentazione corretta del dibattito presente nel Paese a beneficio in primo luogo dei cittadini che pagano il canone, tutto ciò sempre nel più scrupoloso rispetto delle norme cui è sottoposto. Il Servizio pubblico resta sempre impegnato nella tutela della libera informazione e nella rappresentazione corretta del dibattito presente nel Paese a beneficio in primo luogo dei cittadini che pagano il canone, tutto ciò sempre nel più scrupoloso rispetto delle norme cui è sottoposto”.

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