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Bizzarra notizia di cronaca direttamente da Tokyo. Un uomo scomparso da 45 giorni è stato ritrovato in albergo a giocare ai videogiochi.

Tokyo
Uomo ritrovato dopo 45 giorni a giocare ai videogiochi (via Pixabay)

La dipendenza da videogames è uno dei problemi che affligge le nuove generazioni. Infatti sempre più giovani preferiscono competere davanti alla loro console piuttosto che uscire di casa.

Ed infatti la dipendenza da videogames è proprio al centro di questa bizzarra vicenda proveniente direttamente da Tokyo. Ma il protagonista non è un giovane adolescente, bensì un uomo di 45 anni. L’uomo di nazionalità bulgara, impiegato nella capitale Giapponese, è stato ritrovato in una stanza d’hotel a giocare ininterrottamente ai videogiochi.

L’uomo da tempo combatteva con una grave dipendenza da videogames e prediligeva principalmente giochi di combattimento come Call of Duty e Fortnite.

Inoltre per giocare ai suoi giochi aveva smesso di andare a lavoro. Ed è proprio grazie alla sua assenza sul posto di lavoro che è partita la denuncia per scomparsa. Le autorità, infatti, sono state sollecitate dai suoi compagni di lavoro.

Tokyo, l’uomo ritrovato in condizioni pietose

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Le condizioni dell’uomo in hotel (via Pixabay)

Dopo la denuncia dei colleghi di lavoro, le autorità si sono messe subito alla ricerca del 45enne. Ritrovarlo però è stato molto semplice, grazie alla registrazione in un hotel del dipendente bulgaro.

Quando la polizia è entrato nella stanza, l’uomo si è rifiutato di uscire, costringendo l’anziano padre a prendere il primo volo dalla Bulgaria per convincerlo.

L’uomo da tempo è in terapia da Tony Marini, lo sponsor che lo segue a lungo in questo percorso. Proprio Marini ha riportato una scena inquietante, in cui l’uomo era davanti al televisore di questa stanza e ed intorno a sè c’erano tantissime bottigline piene d’urina. Pur di giocare, infatti, il dipendente bulgaro avrebbe smesso di andare in bagno.

Adesso il 45enne è stato portato in una clinica di recupero nel Peeblesshire, in Scozia. A causa del dipendente bulgaro, Marini sta esortando il Servizio Sanitario Nazionale scozzese ad istituire un’autorità specializzata proprio in questi casi.  Al centro della spinta di Marini ci sarebbe proprio la “dipendenza“, paragonabile a quella delle droghe.

L.P.

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