Germania, crolla la produzione industriale: l’Italia teme le conseguenze

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Incredibile crollo della produzione industriale in Germania. Anche nel paese della Merkel morde la recessione, con l’Italia che teme le conseguenze.

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Angela Merkel preoccupata, crolla la produzione industriale (via Getty Images)

Anche la Germania subisce un sorprendente crollo economico. Infatti secondo gli ultimi dati, sarebbe crollata verticalmente la produzione industriale tedesca. Un pesante nonchè inatteso calo, che fa registrare 3,5% nel mese di gennaio, dopo un miglioramento lieve del +1,2% nel mese di dicembre.

Il crollo tedesco ha superato e non di poco le stime negative degli analisti, che si avevano previsto il calo ma solamente dello 0,2%. Se si va invece ad analizzare il dato annuale, possiamo osservare come il 3,5% si trasformi nel 6,8%, dopo il -2,5% di dicembre.

Sono diversi i numeri da analizzare in questa crisi. Escludendo i dati sull’energia e sulle costruzioni, è stata fatta registrare una discesa del 2,9%.

Lieve miglioramente per il dato riguardante l’energia che sale del 2%. Crollo verticale invece per le costruzioni, che scendono dell‘8,7%.

Nelle ultime ore ci ha provato la Bundesbank a dare delle timide rassicurazioni, ma questo è solamente l’ultimo dell’ennesimo crollo economico tedesco. Secondo gli esperti l acrisi è destinata a durare, con il settore manifatturiero che continuerà ad essere colpito.

Germania, il crollo economico e le conseguenze per l’Italia

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Angela Merkel e Giuseppe Conte (via Getty Images)

Così il calo economico della Germania potrebbe avere gravi ripercussioni anche sull’Italia. Infatti il paese tedesco è il primo partner commerciale del Belpaese, con ben il 12,5% dei beni esportati proprio nel paese della cancelliera Merkel. Infatti l’export italiano in Germania comprende un quarto di quanto l’Italia esporta in tutta l’UE.

Tra di loro sono fortemente integrati i due sistemi di produzione, quindi un crollo della produzione manifatturiera tedesca frenerebbe le esportazioni italiane, e non di poco.

A confermare questi dati ci penserebbe uno studio Intesa Sanpaolo. Secondo questo studio, 91 dei 150 distretti industriali italiani hanno subito delle lievi contrazioni nelle vendite in Germania. I distretti industriali dell’Italia in Germania comprende cinque regioni cento-settentrionali: Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Veneto.

Gli effetti devastanti della contrazione tedesca contagia anche le transazioni finanziarie, le forniture in termini di infrastrutture, gli equilibri e le compatibilità economiche. Insomma un intero modello di sviluppo entrato in crisi.

Con Berlino che è il primo mercato ad importare Made In Italy, con ben 58 miliardi di export nel 2018, dato che continua a crescere negli anni, ma che potrebbe crollare nel corso di questo 2020 che non si preannuncia roseo.

L.P.

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