Coronavirus, l’Africa rischia grosso: molti contagi ma senza diagnosi

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Coronavirus, l’Africa rischia grosso: molti contagi ma senza diagnosi. Non ci sono i kit per riscontrare il virus

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Coronavirus, l’Africa rischia grosso: molti contagi ma senza diagnosi (Foto: Getty)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’allarme. Le popolazioni vulnerabili, compresi i poveri e gli sfollati, sono ad alto rischio di essere colpite dalla potenziale diffusione del coronavirus in Africa.

Riconoscendo il fatto che aree ad alta densità come baraccopoli e campi di sfollamento potrebbero servire da terreno fertile per la diffusione del virus, l’OMS sta aiutando i paesi a prepararsi per una risposta. In tal modo, si trova anche ad affrontare sfide come la limitata capacità di laboratorio per le diagnosi e la scoperta di focolai esistenti.

L’organismo sanitario delle Nazioni Unite sta concentrando gran parte dei suoi sforzi su 13 paesi ad alta priorità nel continente.

Il Dr. Michel Yao, responsabile del programma delle operazioni di emergenza, dell’Ufficio dell’OMS per l’Africa, ha dichiarato: “Puoi facilmente avere un numero enorme di casi e il sistema può essere facilmente sopraffatto. Ecco perché la diagnosi precoce è fondamentale. Sospettiamo che ci siano già numerosi contagi ma purtroppo non abbiamo ancora  gli strumenti adatti per le diagnosi“.

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Coronavirus, l’Africa è ad alto rischio: numerosi contagi ma mancano gli strumenti per le diagnosi

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Coronavirus, l’Africa è ad alto rischio: numerosi contagi ma mancano gli strumenti per le diagnosi (Foto: Getty)

Le preoccupazioni sono aumentate in tutta l’Africa per la potenziale diffusione del virus nel territorio, alla luce dell’aumento delle relazioni commerciali tra le regioni negli ultimi dieci anni – portando a viaggi più frequenti tra Cina e Africa.

L’epidemia si verificherebbe in un momento in cui le risorse sono già ridotte, dato che i governi nazionali e il settore umanitario si destreggiano tra le risposte alle molteplici crisi sanitarie esistenti in Africa, tra cui un focolaio di Ebola che dura da oltre un anno e il più grande focolaio di morbillo al mondo.

Nei suoi sforzi per aiutare i paesi africani a prepararsi, l’OMS sottolinea la necessità di individuare tempestivamente eventuali casi. Con questo focolaio – dove l’epicentro della crisi è in Cina – è molto probabile che il primo contagio di un paese possa avvenire attraverso un passeggero di una compagnia aerea in arrivo dalla Cina, ha detto il Dottor Yao.

Nel tentativo di prevenire la diffusione in una società più ampia, i paesi del continente africano stanno migliorando lo screening sanitario dei passeggeri provenienti dalla Cina, incluso lo screening per sintomi quali febbre o tosse, oltre a chiedere ai passeggeri informazioni sulla loro esposizione alle persone con il virus.

Purtroppo nonostante non ci sia la certezza diagnostica, diversi contagi dovrebbe essere già presenti sul territorio africano. Le condizioni igieniche sanitarie del continente più povero del mondo, rischiano di farlo diventare il focolaio più grande al mondo dopo la Cina, in breve tempo. L’allarme è già lanciato.

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