Coronavirus, 4 Regioni italiane chiedono isolamento bambini a scuola

I governatori di 4 regioni italiane hanno chiesto al Ministero della Sanità l’isolamento a scuola per gli alunni rientrati dalla Cina

Coronavirus scuola
Salgono a 259 i morti per il Virus Cinese (via Getty Images)

Il Coronavirus ormai da giorni è lo spauracchio di molti italiani. L’ influenza, che nel mondo ha ucciso 360 persone e ne ha infettato oltre 15mila, sta gettando nel panico gran parte del globo terrestre e, per, ora non si intravede la fine dell’epidemia. Nel nostro paese sono soltanto 2 i casi accertati, mentre altre decine di pazienti sono alle prese con tutti i controlli del caso, per escludere ogni legame dei sintomi con il virus proveniente dalla Cina. Il Governo ha annunciato lo stato di emergenza, provvedendo ad aumentare i controlli e a bloccare i voli per e dalla Cina, mentre il Ministero della Sanità ha dettato le linee guida de seguire, per evitare che avvengano altri contagi, e i protocolli in caso di infezione.

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Coronavirus, 4 Regioni italiane chiedono l’isolamento per i bambini a scuola

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Banchi scuola bollettino (via Pixabay)

Ora anche le singole Regioni vogliono prendere provvedimenti contro la diffusione del Coronavirus, in particolare tra i bambini delle scuole. I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto di comune accordo una lettera al Ministero della Sanità chiedendo l’isolamento anche per gli alunni delle scuole che rientrano dalla Cina. La procedura, attualmente, riguarda tutte le persone che fanno rientro dal Paese asiatico e la richiesta delle 4 regioni arriva pochi giorni dopo che una bambina cinese di una scuola di Fermo, tornata in Italia dopo un periodo in patria, ha accusato febbre e altri sintomi del virus.

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“Non c’è nessuna volontà di contrapposizione politica – ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaiané tanto meno di ghettizzare la comunità cinese. Vogliamo solo estendere alle scuole il protocollo nazionale che già esiste e placare l’ansia dei tanti genitori, visto che la circolare ministeriale non prevede misure in questo senso”.